Il Croydon Hospital assume 38 infermiere italiane ma a Londra ne mancano ancora 8.000

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Un infermiera inglese (foto from Wikipedia, By Salim Fadhley)

 

Continua a essere di grande attualità a Londra il tema della carenza di infermiere per gli ospedali dell’NHS, il servizio pubblico.

Il Croydon University Hospital, un ospedale NHS a south London, ha appena assunto 38 infermiere italiane: 18 di loro hanno cominciato a lavorare a dicembre, mentre altre 20 inizieranno a Gennaio. Tuttavia, secondo il Croydon Advertiser che ha riportato la notizia, si tratta di poca cosa rispetto alle necessità. L’ospedale, noto in passato con il nome di Mayday Hospital, ha infatti oltre 230 posti di infermiere vacanti, a vari livelli (da junior healthcare assistant a senior ward matron).

Come molti altri ospedali londinesi, il Croydon ha cercato di coprire le posizioni vacanti assumendo infermieri stranieri, principalmente da Irlanda, Spagna e, più recentemente, Italia, e continua a svolgere una massiccia attività di recruiting in altri paesi dell’Unione Europea.

Ma il problema è ben più ampio: nella capitale britannica la carenza di infermieri ha assunto dimensioni tali da poter essere considerata una situazione di vera crisi. Secondo una recente ricerca del Royal College of Nursing, a Londra si é arrivati al numero record di oltre 8,000 posizioni vacanti, pari al 14% delle posizioni da infermiere della capitale (era l’11% nel 2013).

In un articolo nel settembre scorso, il Daily Mail sottolineava come più di tre quarti degli ospedali NHS avessero assunto infermieri da altri paesi EU, non essendoci sufficienti infermieri britannici, e come molti avessero assunto in blocco gruppi di 30-40 infermieri da paesi come Spagna, Italia e Grecia.

La situazione è considerata preoccupante per vari motivi: l’impossibilità di accertare le capacità degli infermieri assunti all’estero; la limitata conoscenza dell’inglese, che ne pregiudica le possibilità di comunicare in modo efficace con pazienti e medici; il metodo di lavorare, molto diverso da quello britannico (particolarmente per le infermiere che arrivano dall’Europa dell’est).

Un altro elemento di preoccupazione è legato al disagio sociale e al malcontento tra gli infermieri per la mancata crescita dei salari, disagio sfociato recentemente in una serie di proteste e scioperi.

Rimane comunque la necessità degli ospedali NHS di trovare e assumere urgentemente nuovi infermieri da paesi come l’Italia.

 

Francesco Ragni

Londra, 15/12/2014