Coronavirus, quando a decidere il lockdown locale è un governo lontano centinaia di miglia

In Inghilterra è scontro tra Londra e Manchester. ll sindaco Burnham accusa Johnson e i lavoratori dell'area si sentono meno considerati rispetto ai colleghi della capitale

Coronavirus, quando a decidere il lockdown locale è un governo lontano centinaia di miglia

 

‘Abbiamo sempre messo le persone davanti alla politica, ma giù a Westminster mettono la politica davanti alle persone.’

Queste le parole di Andy Burnham, sindaco di Greater Manchester e paladino del nord nella lotta contro le nuove misure restrittive, a proposito della decisione del governo di innalzare il livello di allerta nella regione da ‘alto’ a ‘molto alto’ e di concedere solo parte degli aiuti economici richiesti dal politico laburista.

E’ da venerdì che Greater Manchester è infatti entrata ufficialmente nel tier 3 – livello di allerta ‘molto alto’ – che prevede la chiusura di pub e bar che non servono ‘pasti sostanziosi’ ed il divieto di incontrarsi con membri di altri nuclei domestici in tutti i luoghi al chiuso e nella maggior parte dei luoghi all’aperto.

Ma a detta degli esperti, queste misure metterebbero in difficoltà ancora una volta il settore dell’ospitalità, i lavoratori autonomi ed i piccoli business senza contribuire significativamente ad abbassare il tasso R0 di contagi da Coronavirus.

Secondo Burnham, il nord è stato fatto ‘agnello sacrificale,’ destinato a piegarsi a misure arbitrarie imposte da qualcuno che vive a centinaia di miglia di distanza e che, dalla propria posizione di privilegio, si rifiuta di fare i conti con la realtà locale.

I bar a Bolton sono stati chiusi per più di 3 settimane durante l’estate senza ricevere nessun aiuto economico da parte del governo. Oldham e Manchester hanno vissuto sotto misure equivalenti a quelle del tier 2 per mesi, eppure nemmeno qui si sono viste sovvenzioni.

Mentre non appena Londra varca la soglia del livello 2, ecco che il cancelliere Sunak si arma per presentare delle variazioni al nuovo Jobs Support Scheme tra cui aiuti economici a business ed industrie che si trovano nelle aree più colpite. Perché queste misure non sono state applicate prima, quando il Nord si trovava nella stessa identica situazione in cui Londra si trova oggi?

Secondo Burnham, se Londra fosse l’epicentro della pandemia, oggi ci troveremmo in un lockdown nazionale, ma siccome si tratta di Manchester, Liverpool, Lancashire e Yorkshire del sud, allora vengono fabbricate regole su regole, a scapito dell’economia locale, dei lavoratori autonomi e delle industrie medio-piccole.

Per chi a Manchester ci vive e ci lavora, le cose non sono però così semplici. Tralasciando i commenti sarcastici a proposito del ‘pasto sostanzioso’ che si deve consumare per poter bere una pinta nei pochi bar che non hanno dovuto chiudere (che cosa possa essere considerato sostanzioso, il governo lo deve ancora chiarire), la frustrazione è tanta e ci si è ormai rassegnati all’idea che finché ‘giù si sta meglio,’ un lockdown nazionale rimarrà solo un’idea. Probabilmente unico vero modo per placare la seconda ondata di contagi da coronavirus – .

Quello che sappiamo è che in un clima già difficile dovunque e per tutti, Greater Manchester si è vista rifiutare un pacchetto di aiuti economici che avrebbe garantito l’80% dello stipendio ai lavoratori più colpiti dalla crisi post-Covid e che questo governo, nonostante si fosse dichiarato favorevole alla ‘decentralizzazione dei poteri‘, fatica ad abbandonare una visione incentrata su Londra e a collaborare efficacemente con il resto delle amministrazioni locali.


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