GCSE, studenti inglesi alla prese con i nuovi voti “italiani”

La scuola inglese abbandona per la prima volta il sistema delle lettere (A-G) per adottare i voti numerici. E manca (per ora) il 10.

GCSE, studenti inglesi alla prese con i nuovi voti “italiani”

 

In quella che per certi versi si può definire una giornata storica, l’Inghilterra è andata oggi al voto adottando, per la prima volta, un sistema italiano. Westminster eletto con il Porcellum? Un referendum abrogativo della Brexit? No, non stiamo parlando di elezioni politiche o di leggi elettorale, ma di scuola. Piu precisamente di GCSE, il gruppo di esami che gli studenti della scuola superiore nel Regno Unito sostengono a 16 anni, chiudendo il percorso della scuola dell’obbligo.

Da quest’anno, infatti, il sistema dei voti del GCSE è cambiato. Non più lettere (da G a A/A*, dove A* è il voto più alto) ma numeri, da 1 a 9. Un sistema che sin dall’annuncio ha spiazzato tutti, generando confusione e perplessità tra studenti, docenti e tra le agenzie esterne (come Aqa o Edexcel) che valutano gli esami per conto delle scuole e danno i voti.

Il nuovo sistema di valutazione è espresso con voti da 1 a 9. La sufficienza secondo alcuni è il 5 (“strong pass”) ma per altri è il 4 (“standard pass”). I voti superiori alla sufficienza vanno dal 6 al 9, in sostituzione degli attuali tre (B,A,A*). Il 10 non è previsto (per ora) ma tutti gli esperti prevedono che sarà introdotto successivamente, quando i voti cominceranno ad essere “inflazionati” e si sentirà il bisogno di un ulteriore opzione per identificare i migliori.

tabella di comparazione voti GCSE (fonte: BBC)

È un cambio epocale. Praticamente da sempre, nel sistema anglosassone, i voti sono espressi con le lettere e la A rappresenta il massimo risultato ottenibile. Un sistema consolidato, che però negli anni ha mostrato forti difficolta a fornire le valutazioni corrette. Troppo limitato il range dei voti sopra la sufficienza per permettere di identificare differenti sfumature di bravura e segnalare i più meritevoli. L’introduzione dell’A* nel 1994 ha cercato di rimediare al problema ma senza risolverlo, anzi generando ulteriori critiche.  Con il nuovo nuovo sistema numerico, dove prima c’erano quattro voti (da C a A*) ora ve ne sono sei voti (da 4 a 9) con il potenziale di aggiungerne un settimo.

Un sistema molto simile a quello italiano, con l’unica differenza che la soglia della sufficienza è piu bassa, posizionandosi tra il 4 e il 5 contro il nostro 6.  L’altra differenza riguarda l’assenza del 10, ma come dicevamo si tratta di una differenza temporanea. E poi comunque nel nostro paese il 10 è una chimera, un voto che un professore di fisica del liceo italiano probabilmente non darebbe neanche a Stephen Hawking, mentre in UK si usa sempre tutta la scala disponibile.

I confronti tra vecchio e nuovo sono già iniziati. Quasi 500mila studenti in tutto il Regno Unito oggi hanno ricevuto i nuovi voti per la prima volta, su tre materie chiave: Lingua Inglese, Letteratura Inglese e Matematica. Dal prossimo anno il sistema numerico sarà introdotto anche per le altre materie.