La febbre per Michelle Obama a Londra: biglietti in vendita fino a 70.000 sterline

La ex first lady arriverà in città il 3 dicembre. Tagliandi esauriti in pochi minuti, e i bagarini entrano in azione

La febbre per Michelle Obama a Londra: biglietti in vendita fino a 70.000 sterline

 

Il libro di memorie (Becoming) sugli otto anni da first lady e il percorso di formazione che la condusse a Washington è in uscita. Icona nera, femminista e attiva nella tutela della salute pubblica (la lotta contro l’obesità, male cronico degli Stati Uniti), Michelle Obama arriverà a Londra al Soutbhank Centre lunedì 3 dicembre. I biglietti, come da copione, sono andati esauriti in pochi minuti.

Prezzi popolari, dalle 30 alle 125 sterline, per ascoltare una delle speaker più richieste al mondo, la cui popolarità non accenna a diminuire neanche a due anni di distanza dall’addio alla Casa Bianca.

Ma la corsa al posto (non numerato) ha scatenato anche i bagarini: nel giro di pochi minuti diversi tagliandi, rivela il Guardian, sono stati trovati online su Viagogo, sito di secondary ticketing finito nel mirino della Competition and Markets Authority inglese per le modalità con cui opera. Esorbitanti i prezzi.

La piattaforma consente agli utenti di rivendere biglietti acquistati attraverso i canali canonici con un ricarico che può essere molto alto: nel caso della Obama, a pochi minuti dalla messa in vendita online, i ticket si potevano trovare su Viagogo fino a  570 volte il prezzo base. La piattaforma, di norma, trattiene una fee del 25% sul prezzo di vendita.

La politica della società, secondo l’authority, lederebbe i diritti dei consumatori non spiegando chiaramente che, in caso di biglietto nominativo, questi potrebbero essere respinti all’ingresso: inoltre, non fornirebbe informazioni corrette circa la disponibilità di tagliandi e la richiesta (i messaggi in cui si avverte l’utente che altre persone stanno visualizzando lo stesso prodotto, e che ci sono pochi posti rimasti).

In terzo luogo, prosegue l’autority, Viagogo non specificherebbe chiaramente ai compratori che stanno acquistando da venditori professionisti, negando loro, quindi, la protezione fornita dalle leggi sugli acquisti effettuati da attività commerciali.

Il sito rispedisce le accuse al mittente. Fondato dall’americano Eric Baker a Londra nel 2006, ha spostato gli uffici a Ginevra, in Svizzera. Baker lo controlla attraverso una società con sede in Delaware, paradiso fiscale a stelle e strisce.

Non è chiaro chi possa pagare 70mila sterline per assistere a una conferenza da 90 minuti. Probabilmente, il venditore spera in un ricco magnate russo o in un emiro arabo di passaggio in città. Il Southbank Centre ha annunciato controlli all’ingresso: agli spettatori sarà chiesto di presentare un documento di identità.

@apiemontese