Disoccupazione, Europa, giovani: a Londra primo faccia a faccia tra i candidati “esteri”

Centinaia di persone hanno preso parte al dibattito organizzato all’Imperial College e moderato da LondraItalia

Disoccupazione, Europa, giovani: a Londra primo faccia a faccia tra i candidati “esteri”

 

Metterci la faccia. Dare il proprio contributo per cambiare la situazione, portando in Parlamento le proprie idee e la propria esperienza di expat.  Questi sono i motivi che hanno spinto a candidarsi alle prossime Elezioni Politiche Massimo Ungaro (PD), Alessandro Fusacchia (+Europa), Chiara Mariotti (Liberi e Uguali), Paolo Margari (M5S), Maurizio Bragagni (UDC) e Matteo Cerri (Forza Italia). Tutti accomunati da esperienze di vita e di studio all’estero e per questo consapevoli delle opportunità che l’Italia potrebbe cogliere adottando alcune delle best practices di paesi come il Regno Unito.

I sei candidati si sono presentati insieme ieri sera alla comunità londinese in occasione di un dibattito che si è tenuto all’Imperial College London, di fronte a una platea di quasi 300 persone. Un pubblico attento ed interessato, composto in gran parte da giovani studenti universitari italiani (l’evento è stato organizzato dalle Italian Society di sei dei piú prestigiosi atenei londinesi: Imperial College, Kings, UCL, Soas, Queen Mary, LSE).

SPECIALE ELEZIONI: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SUL VOTO A LONDRA

Il dibattito, moderato da Francesco Ragni, direttore di Londra, Italia, è durato oltre due ore. Tanti gli argomenti trattati, dal ruolo dell’Europa, progetto a cui tutti si dichiarano fedeli seppur con enfasi e visioni diverse, alla prospettive di governo dopo il voto.

Nelle due foto alcuni dei momenti del dibattito all’Imperial College di Londra

Tra i temi piú discussi c’è la disoccupazione giovanile e le politiche da attuare per smuovere il mercato del lavoro in Italia. Per Mariotti (LeU) uno dei problemi più pressanti è il prevalere di contratti precari (quasi 3 milioni nel 2017), mentre Fusacchia (+Europa) sostiene che sia necessario rilanciare l’imprenditoria puntando ai settori in ambito creativo e culturale. Ungaro (PD) difende il Jobs Act e afferma che bisogna garantire ai NEETS italiani più opportunità, abolendo gli stage non retribuiti. Margari (M5S) ribadisce che bisogna ridare dignità al lavoratore e propone l’introduzione di un Salario Minimo Nazionale mentre Cerri (FI) difende il ruolo delle piccole e medie imprese e ricorda che è importante far riscoprire il valore della mobilità delle risorse nel campo dell’impresa.

Non mancano i punti di contatto tra i candidati. Il PD e il M5S ad esempio appaiono in sintonia sul tema dell’ecologia, entrambi propongono di ridurre il trasporto su gomma e puntare su altre modalità. Visione comune tra i sei candidati anche sulla Brexit.  Tutti hanno espresso la volontà di tutelare i diritti dei cittadini italiani nel Regno Unito e garantire che l’Italia si faccia valere nelle trattative pur mantenendo un dialogo aperto e positivo, come sottolinea Bragagni (UDC), che con il gruppo degli Italian Conservatives è molto vicino al partito di Theresa May.

Maggiori differenze si notano sulle politiche economiche e fiscali. Cerri (FI) sostiene che le tasse non possano essere aumentate ulteriormente e vadano piuttosto semplificate arrivando a proporre una flat tax (e qualcuno dal pubblico interviene sottolineando che la stessa sarebbe incostituzionale). Margari (M5S) conferma l’intenzione di introdurre un reddito di cittadinanza ma senza specificare chiaramente in che modo lo si potrebbe finanziare.

Ad una domanda del pubblico sui recenti episodi di xenofobia avvenuti in Italia tutti rispondono in coro, ripudiandola. Ma non sono le stesse parole che, in Italia, arrivano dai leader dei partiti con i quali si presentano.  Le differenze ideologiche rimangono, ma vista da Londra, anche la politica italiana è in qualche modo migliore.