Conservatori primo partito ma senza la maggioranza. Theresa May perde la sua scommessa

I Tories verso 318 seggi contro i 262 dei Labour. May perde la sua scommessa e non ha piú i numeri per governare. Vittoria morale per Jeremy Corbyn che ne chiede le dimissioni

Conservatori primo partito ma senza la maggioranza. Theresa May perde la sua scommessa

 

I Conservatori sono sempre il primo partito del Regno Unito ma non hanno piú la maggioranza per governare da soli.  Le elezioni straordinarie volute da Theresa May si rilevano un clamoroso autogol. Il suo partito ottiene un risultato inferiore rispetto alle elezioni di soli due anni fa (318 seggi, erano 330 nel 2015) e non arriva alla maggioranza assoluta di 326 seggi, necessaria per formare un Governo. La tornata elettorale voluta dalla premier per garantire alla Gran Bretagna “un governo forte e stabile per cogliere il massimo delle opportunità che la Brexit offre alle famiglie” si è rivelata un passo falso che, quasi inevitabilmente, potrebbe costarle la poltrona, e forse la carriera. May, rieletta nel proprio collegio di Maidenhed, ha mostrato di voler andare avanti.  Ma la vittoria mutilata ottenuta un anno dopo l’incarico non è affare da poco, in un momento decisivo come l’inizio dei negoziati per la Brexit.

Piú che premiare Jeremy Corbyn, che ha condotto una campagna elettorale sincera e appassionata, gli elettori hanno punito Theresa May, percepita come arrogante e distante. Hanno pesato le sue indecisioni sulle politiche sociali e le recenti polemiche sui tagli a sicurezza e polizia.  Ma soprattutto ha giocato la sua carenza di leadership in una elezione che lei stessa ha voluto, salvo poi rifiutarsi di apparire nei confronti tv con Corbyn.

In pole position per un’eventuale successione alla guida del Partito Conservatore c’è Boris Johnson, ex sindaco di Londra e paladino del Leave. Johnson è stato fotografato con un sorriso sardonico. L’uomo, del resto, non è noto per saper nascondere il proprio pensiero.

Lo scenario che si profila per il paese è incerto. Qualcuno immagina un esecutivo di coalizione guidato da Jeremy Corbin, leader del Labour. Corbyn ha risalito la china in poche settimane, recuperando buona parte dei 20 punti percentuali di distacco. Ma c’è chi non esclude una seconda consultazione a breve. Se May fosse costretta a dimettersi, il suo passerebbe alla storia come uno degli esecutivi più brevi di sempre nel Regno Unito: non accadeva dagli anni ’20 che un premier durasse in carica meno di un anno.

Dal canto suo, l’ex leader nazionalista dell’UKIP Nigel Farage ha annunciato il ritorno alla politica attiva se le previsioni saranno confermate. “In pochi giorni potremmo ritrovarci con Corbyn alla testa di un governo di coalizione e un secondo referendum sulla Brexit” ha affermato. In questo caso, “non avrei altra scelta che fare esattamente questo”. Farage si è, comunque, complimentato con il rivale del Labour, protagonista a suo dire di “una campagna fantastica”.  E anche questo è un segno di quanto sia straordinario il risultato di questa elezione.

 

(Leggi qui la nostra diretta delle elezioni)