Elezioni generali dell’8 giugno, tutto ciò che c’è da sapere

Le date, gli schieramenti politici, i prossimi dibattiti televisivi, in attesa di conoscere se i sondaggi azzeccheranno le previsioni

Elezioni generali dell’8 giugno, tutto ciò che c’è da sapere

 

A Westminster sono tutti d’accordo ad andare subito al voto. Questo il risultato della votazione in Parlamento di ieri, con 522 favorevoli e solo 13 contrari alla proposta di Theresa May di indire elezioni generali anticipate nel Regno Unito.

La data delle cosiddette snap elections è l‘8 giugno 2017, ciò significa che tra esattamente sette settimane i britannici saranno di nuovo al voto. Lo scioglimento delle Camere è previsto per il 3 maggio, data ufficiale d’inizio della campagna elettorale, mentre i partiti in corsa hanno tempo fino all’11 maggio per presentare i propri candidati e manifesti elettorali.

L’annuncio del ritorno alle urne prima della scadenza naturale del 2020 é arrivato in modo totalmente inaspettato, dato che la premier ne aveva sempre e ripetutamente escluso la possibilità.  Tra le ragioni del suo U-turn, le divisioni interne a Westminster seminate dal Labour, liberal-democratici e nazionalisti scozzesi che, a parere della May, non contribuiscono a creare il clima sereno ed uniforme necessario a portare avanti i negoziati per la Brexit.

Ma per il primo ministro in carica e molti conservatori questa è anche l’occasione propizia per aumentare e rafforzare ulteriormente la propria maggioranza e, allo stesso modo, indebolire ulteriormente il partito Laburista: al momento i sondaggi vedono un Labor in svantaggio di ben 21 punti rispetto ai conservatori, il divario più grande dell’ultimo decennio. Theresa May vuole approfittare di tali numeri per costruire, nelle sue parole, “una leadership stabile e forte” nei negoziati per la Brexit.

Ma se Brexit ed elezioni di Trump insegnano, affidarsi ai sondaggi spesso non basta.

Nelle elezioni a sorpresa vi è sempre una percentuale di rischio” commenta cosi il leader dei Labour Jeremy Corbyn, che su quel rischio decide proprio di giocarci accettando subito la sfida delle nuove elezioni.  Il leader labourista ha tenuto oggi a Londra il suo primo discorso della campagna elettorale, dove ha promesso di “cambiare il corso” di queste elezioni e di rovesciare l’establishment: tra i temi del suo manifesto elettorale (definito dal Financial Times come ” uno dei più a sinistra di sempre”) non vi sarà solo la Brexit; il leader punta piuttosto sul miglioramento delle condizioni sociali di tutti e sull’assistenza sanitaria. “Il Labour sarà l’unico partito a focalizzarsi sul tipo di paese in cui vogliamo vivere dopo la Brexit” ha detto.

In corsa anche i liberal-democratici e i Verdi, contrari all’idea della May di una “hard Brexit” e favorevoli invece a mantenere il paese all’interno del mercato unico europeo (soft Brexit) e, ovviamente, il Partito Nazionalista Scozzese (SNP), deciso a togliere il potere di mano ai Tory nella speranza di ottenere l’approvazione della May a indire un secondo referendum per l’indipendenza della Scozia. L’SNP è il terzo partito all’interno di Westminster.

Infine, dopo qualche incertezza iniziale Nigel Farage ha dichiarato che per queste elezioni non si ricandiderà a membro del parlamento (sarebbe stato per lui l’ottavo tentativo) e, sull’attuale leader del partito indipendentista britannico, Paul Nuttall, commenta “ha sette settimane di tempo per mettersi alla prova“.

Alcuni dubbi iniziali anche sul tema dei dibattiti politici in TV. In una mossa inusuale, Theresa May ha fatto sapere che non prenderà parte a dibattiti televisivi diretti con gli altri candidati. Potrebbe però partecipare ad un dibattito in format “botta e risposta con il pubblico. Nonostante la preferenza espressa dalla May, le reti ITV e BBC hanno già confermato la trasmissione di un confronto TV tra gli altri candidati (e una poltrona vuota al posto della premier) per l’inizio del mese prossimo. Prevista anche la nottata di spoglio delle schede in diretta su BBC News, su conduzione, ancora una volta, dell’anchor David Dimbleby.

Londra, 20/04/2017

Mariaelena Agostini

@AgostiniMea