“Ecco come arrivano a Londra le specialità alimentari siciliane”

Quattro giorni di viaggio su gomma, dalla Sicilia ai mercati di Londra. Intervista a Tony Baio, importatore.

“Ecco come arrivano a Londra le specialità alimentari siciliane”

 

I gamberoni rossi di Mazara del Vallo sono venduti a 48 sterline al chilo: averne una porzione nel piatto in un ristorante di Londra vuol dire sborsare almeno 60 sterline. Il crostaceo siciliano è tra i cibi più richiesti nella capitale inglese, insieme ad altre specialità isolane come il Pistacchio di Bronte, il cioccolato modicano, il sale di Trapani, i vini dell’Etna, le mandorle di Avola. “Questo gamberone si vende tantissimo perché rimane dolce dopo la cottura”, spiega a Londra Italia Tony Baio, importatore di Siracusa da un anno a Londra.

E’ lui a guidarci nel mondo della distribuzione dei cibi italiani – siciliani, in questo caso – nei ristoranti e nella piccola distribuzione. Con un occhio speciale al settore della frutta e della verdura, di cui si occupa la sua azienda. L’occasione è Gusto Italia UK, la due giorni dedicata alla cucina italiana che si svolge oggi e domani all’hotel Le Meridien di Piccadilly.

New Covent Garden Market
New Covent Garden Market (foto: sito Facebook)

Si scoprono, così particolari nuovi sul lungo viaggio dei nostri tesori dall’Italia alle tavole UK: “di solito le aziende inglesi mandano il proprio personale a Milano per comprare gli stock dei prodotti italiani e portarli qua a Londra – racconta Tony a Londra Italia – ma così facendo si allungano i tempi ed aumentano i prezzi. Io, invece, accorcio la filiera con la Sicilia e faccio arrivare i camion con i prodotti dalla Sicilia al mercato di New Covent Garden Market: così sono più freschi..”.

In funzione da oltre 40 anni e in pieno rilancio, il New Covent Garden Market è l’hub londinese principale del settore ortofrutticolo e dei fiori: si trova a Battersea ed è aperto sempre, di giorno e di notte, anche se l’attività principale si svolge da mezzanotte all’alba. I prodotti del mese sono presenti sul blog, a cura del giornalista britannico Tom Moggach: dall’Italia arrivano il bergamotto, il broccolo romanesco, il radicchio, le cime di rapa, le puntarelle.

“Si vende e si compra a casse, all’ingrosso – continua Tony, che in Sicilia lavorava al mercato ortofrutticolo di Siracusa – e l’orario migliore per visitarlo è alle 11 di sera, quando arrivano i camion pieni di merce da tutto il mondo. Si entra gratuitamente, si paga solo il parcheggio. E’ frequentato anche da chef, compagnie di delivery, off licences”.

GustoItaliaUK Baio copy
Tony Baio

Tony racconta la propria intuizione per fare business a Londra con la sua “Sicily Food”: “Prima di iniziare ho fatto una ricerca di mercato chiedendo suggerimenti all’Associazione Professionale dei Cuochi Italiani in UK, ed al suo presidente Carmelo Carnevale. Ho visto che qua mancava il datterino siciliano DOC: ci sono i pomodorini, ma quelli siciliani hanno un altro sapore.Lo stesso per i limoni: il “primofiore di Siracusa, chiamato “femminello”, qui non c’era. Tutt’altra qualità rispetto al ciliegino olandese o al limone spagnolo. Quindi ho pensato di fare un accordo con due cooperative agricole siciliane – Arrabbito di Scicli e Giardina di Siracusa – e farli arrivare qua, due volte a settimana. Il camion parte il sabato notte dalla Sicilia e arriva a Londra di mercoledì; quella stessa sera ne parte un altro che arriva domenica notte. I miei clienti sono i grossisti, che a loro volta riforniscono i ristoranti e gli alberghi di Londra. Adesso sto sviluppando dei progetti con Unioncamere Sicilia e con l’ICE”.

Per le piccole aziende di provincia non è facile fare breccia nel mercato britannico. “Ecco cosa è essenziale – consiglia Tony: il primo consiglio è quello di ottenere le certificazioni necessarie specifiche per l’Inghilterra (ogni Paese ha le proprie), dare molta importanza al packaging, cioè come il prodotto viene confezionato, presentarsi con una brochure, un catalogo e un sito web in inglese, ed avere la doppia etichetta”.

 

Londra, 16/11/2015