Dopo 34 anni chiude definitivamente il “Fantasma dell’opera” di Londra causa coronavirus

E' il secondo musical più longevo della capitale. Il primato a "Les miserables"

Dopo 34 anni chiude definitivamente il “Fantasma dell’opera” di Londra causa coronavirus

 

Il secondo più longevo musical di Londra, e anche uno dei più celebri al mondo, verrà definitivamente sospeso a causa della pandemia da coronavirus.

Si tratta di “The Phantom of the Opera” in scena ininterrottamente da 34 anni all’Her Majesty’s Theatre, da quando per la prima volta nel 1986 venne presentato al grande pubblico di Londra e internazionale, un anno esatto dopo la prima messa in scena sempre a Londra di “Les miserables” attualmente il più longevo in cartellone da ben 35 anni.

“Il fantasma dell’opera” può essere definito come la prima celebre vittima in ambito culturale del covid-19 nella capitale inglese. Infatti, nei mesi a seguire all’imposizione del lockdown molti produttori del West End avevano parlato di pesanti ricadute economiche dovute alla chiusura forzata. Sembrava, però, più una strategia come sistema per sensibilizzare il Governo a fare di più per il comparto culturale di Londra, tra le colonne portanti dell’economia della metropoli.

Ma dalle parole, ora si è passati ai fatti: il musical che porta la firma di Richard Stilgoe e Andrew Lloyd Webber non aprirà più il proprio sipario, secondo quanto dichiarato in questi giorni dal produttore Cameron Mackintosh.

Mackintosh, in una lettera inviata all’Evening Standard, ha fatto sapere che nonostante l’ancora di salvezza di quasi un miliardo di sterline stanziata dal Governo di Boris Johnson “ancora nulla si è materializzato“.

E in effetti è così, perché solo martedì scorso Downing Street ha delineato le fasi di erogazione dell’aiuto economico dividendolo in varie fasi: una prima riguarderà l’erogazione di circa 500 milioni di sterline all’Arts Council England a sostegno di teatri, musei e centri culturali più in generale, e il rimanente in una seconda fase sempre a sostegno della cultura britannica in tempi ancora non chiari.

Un processo che però si dovrebbe chiudere entro marzo 2021 quando i primi teatri potranno riaprire mettendo in atto tutte le misure restrittive per contenere il contagio nei luoghi di massa ma, secondo molti produttori, sarà troppo tardi.

Per molti proprietari di teatri, infatti, il supporto del governo, che è stato annunciato solo all’inizio di luglio per essere poi definito appena due giorni fa, semplicemente non arriverà nei tempi giusti per salvare le produzioni.

@AleAllocca


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