Diritti garantiti agli europei dopo Brexit, Westminster vota no

Con una maggioranza del 54%, il Parlamento britannico ha respinto una mozione per riconoscere diritti agli europei che vivono e lavorano in UK.

Diritti garantiti agli europei dopo Brexit, Westminster vota no

 

3 milioni di europei che vivono in UK ci hanno sperato, ma a Westminster non è andata come avrebbero voluto. Mercoledi scorso il parlamento britannico ha bocciato una mozione per proteggere il diritto dei cittadini europei di vivere e lavorare nel Regno Unito dopo Brexit. 293 i voti contrari, contro 250 a favore, una maggioranza del 54%.  Un voto che è passato relativamente inosservato e del quale gli organi di stampa hanno parlato poco.

La mozione era stata presentata da Joanna Cherry, responsabile della Giustizia e degli Interni per lo Scottish National Party (SNP). Dopo avere “riconosciuto il contributo che gli europei hanno dato al Regno Unito” la mozione chiedeva al Governo di “assicurare che tutti gli europei che vivono in UK mantengano i loro diritti attuali, incluso il diritto di vivere a lavorare in UK, anche in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea”.  Un’assicurazione che tutti gli Europei hanno sperato di sentire subito dopo aver scoperto l’esito del referendum, ma che non è mai arrivata.

Seppur non vincolante, un voto favorevole alla mozione avrebbe avuto una forte valenza politica, costringendo il Governo in carica a rivedere la sua strategia e aprendo le porte ad un possibile atto unilaterale a favore degli europei.  Il voto contrario invece rafforza la strategia di Theresa May che, come lei stessa ha piú volte spiegato, punta ad usare i diritti degli europei in UK come ‘merce di scambio‘ sul tavolo dei negoziati con l’Unione Europea. Un approccio che ha creato un clima di forte incertezza per milioni di persone. Un’incertezza che, a meno di sorprese, è destinata a continuare per almeno altri due anni.

Londra, 24 ottobre 2016

foto: pagina facebook @The3Million