La danza contemporanea abita a Londra. Cosmopolitismo il valore aggiunto

Al Blue Elephant Theatre in scena ballerini provenienti da ogni parte del mondo, compresa l'italiana Livia Massarelli

La danza contemporanea abita a Londra. Cosmopolitismo il valore aggiunto

Un momento di confronto a fine spettacolo, scambiando idee e suggerimenti con il pubblico, ma quello che c’era da dire era stato già espresso sul palco.

“The Blue Cloud Scratch” è stata una rassegna di danza contemporanea andata in scena al Blue Elephant Theatre, nel sud di Londra. I ballerini e coreografi selezionati dal teatro devono ancora mettere a punto le proprie opere, ma hanno già potuto mostrarle alla City. Un’occasione delle tante che offre questa città a chi lavora per un tipo di ballo dove nulla è scontato. Gran parte dei successi nascono dalla creatività degli artisti.

In un campo d’avanguardia come questo, è fondamentale raccogliere spunti. Niente può essere migliore di un feedback time a fine spettacolo, dove gli artisti emergenti si sono fermati a parlare con il pubblico, per poi scambiarsi esperienze e riflessioni fra loro.

«Venire dal Giappone per conoscere background diversi è per me fondamentale», ha detto Tamae Yoneda, ballerina che, per il tempo di durata del proprio visto nel Regno Unito, darà il massimo per apprendere la cultura europea della danza e magari importare il proprio stile artistico orientale. «Tanti suggerimenti non avrei mai potuto riceverli nelle scuole che ho frequentato finora, dove prevale la purezza del gesto insegnato nelle accademie».

Più vicina al contesto inglese è invece Livia Massarelli, italiana e nata a Terni 27 anni fa (nella foto in alto), protagonista del primo scratch andato in scena, ovvero del suo lavoro ancora in fase di studio. Da due anni vive a Londra per perfezionare lo stile e arricchire il suo bagaglio artistico come coreografa e ballerina freelance. «Qui ho iniziato con la compagnia Edge, per la London Contemporary Dance School, completando la mia formazione. Poi ho scelto di rimanere in Inghilterra per sfruttare al massimo le opportunità che mi può offrire, fra esibizioni e lavori a progetto con teatri e compagnie».

Al Blue Elephant ha presentato ad esempio “M2toB”, realizzato su commissione insieme a Maurizio Massarelli, padre di Livia, musicista, compositore e docente presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. La danza doveva ripercorrere il patrimonio artistico della carriera di Ubaldo Savonari, pittore italiano che in 30 anni di carriera è stato interprete del Terzo Futurismo, una corrente pittorica degli anni Ottanta.

Colori e forme sono accesi e netti, giustificando così un ballo potente, brillante e, a tratti, anche estenuante, al fine di rendere chiara l’idea del progresso futurista, infinito e sempre più veloce, quasi come fosse un diretto riferimento al dinamismo di Londra.

Livia Massarelli, 27, mentre balla al Blue Elephant Theatre

Non solo palchi. Come ballerina e coreografa freelance, Livia Massarelli deve fare spesso i conti con le spese, essendo la vita nella City abbastanza cara. Ha potuto però togliersi anche diverse soddisfazioni, come le collaborazioni con note compagnie di danza inglesi, anche ad Oxford. In più, la possibilità di presentare un lavoro al festival “Resolution” del The Place, uno dei più prestigiosi del Regno Unito per gli artisti emergenti nella danza contemporanea. «Quella è stata una delle esperienze che mi ha dato maggiore soddisfazione», continua. «La vita dell’artista freelance è dura, perché occorre essere sempre pronti a trovare i bandi per ballare e non perdere alcuna supplenza nelle scuole di danza per finanziarsi. A volte è persino difficile e costoso trovare un luogo dove provare un lavoro da mettere in scena, ma questa vita sarebbe difficile da realizzare in un Paese come l’Italia, se non impossibile. Per qualche anno continuerò a stare qui, poi si vedrà».

Intanto il cosmopolitismo londinese l’ha messa in contatto con artisti e scenografi internazionali, anche di altri continenti. In una disciplina in evoluzione serve qualsiasi stimolo. «La danza contemporanea richiede uno studio continuo», termina Livia pensando al futuro. «Nei prossimi lavori vorrei introdurre qualche movimento preso dalle arti marziali orientali, ma ho iniziato con la Capoeira brasiliana».