Dai 90mila di Wembley ai 350mila di Silverstone: l’Inghilterra si prepara all’apertura totale

Nel weekend la nuova tappa di F1 con numeri record di spettatori. E da lunedi fine totale del lockdown in tutto il paese

Dai 90mila di Wembley ai 350mila di Silverstone: l’Inghilterra si prepara all’apertura totale

 

Se i quasi 90mila spettatori seduti nel Wembley Stadium domenica scorsa, in occasione della finale Euro2020 tra Italia e Inghilterra, ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, considerato l’aumento dei contagi a livello mondiale, cosa accadrà quando dopodomani, a Silverstone, in occasione del gran premio di Formula 1, di spettatori uno accanto all’altro se ne conteranno 140 mila?

Ormai è più che chiara l’intenzione dell’Inghilterra di tornare completamente a una situazione pre pandemica con l’apertura totale del paese. Intenzione sostenuta dalle parole dello stesso premier Boris Johnson: “Con questo virus ci dobbiamo convivere!“.

Quindi, dopo un Wembley Stadium pieno, quando secondo le previsioni sarebbero dovuti esserci solo 67.500 spettatori, ora tocca a un nuovo evento sportivo, la nuova tappa di F1, registrare presenze record, con ben 350 mila complessivi comprendendo i due giorni delle prove, oggi e domani.

Nel mentre, l’emergenza Covid è tutt’altro che finita, dato che solo ieri i contagi giornalieri trainati dalla variante delta hanno superato quota 50mila, ma gli organizzatori del Gran Premio sono fiduciosi di poter garantire la sicurezza grazie ai protocolli governativi sperimentali che verranno testati per l’occasione.

Per Londra quello di Silversone è considerato un test decisivo anche in vista del ritorno del pubblico negli stadi nella prossima stagione di Premier League che ripartirà il 14 agosto. Il direttore sportivo del Gran Premio, Stuart Pringle, ha lavorato a stretto contatto con le autorità sanitarie del Northamptonshire che a loro volta riportano al sistema nazionale Public Health England. “Sono pienamente fiducioso nella nostra capacità di far svolgere tutto in sicurezza“, ha dichiarato Pringle, “dopo tutte le sfide che abbiamo avuto per le nostre finanze negli ultimi 18 mesi questo non è un settore che mette la testa nella sabbia e tira i dadi, non lo faremmo se non fossimo convinti di poterlo fare“.

Gli spettatori dovranno essere stati completamente vaccinati per il Covid da almeno 15 giorni o dovranno esibire un test negativo eseguito nelle ultime 48 ore. Ma gli organizatori confidano soprattutto negli ampi spazi del circuito che si estende su un’area di 220 ettari e ha le tribune distribuite su due chilometri e ben 19 ingressi lungo i 5,6 chilometri del permietro.

Lo sforzo organizzativo riguarda anche il personale: dai 128 dipendenti che normalmente gestiscono e sorvegliano l’impianto si arriverà a 7 mila nel giorno della gara. Per i controlli dei documenti si punta a ferne 20mila in due campi all’esterno del circuito e altri 30.000 direttamente sui pullman che faranno da navetta dai parcheggi per le auto.

All’interno dell’impianto non sarà obbligatorio indossare la mascherine, questo per decisione delle autorità britanniche che con il protocollo sperimentale vogliono testare l’impatto sui contagi. L’automobilsmo si conferma sport capofila nel riportare il grande pubblico agli eventi sportivi. A fine maggio negli Stati Uniti c’erano stati 135mila spettatori alla 105ma edizione della Indianapolis 500, valida per il campionato Indycar. Si è trattato del 40% della capienza dell’impianto, dopo che nel 2020 la gara era stata spostata da maggio ad agosto e si era tenuta senza pubblico.

Lunedi, ricordiamo, per Downing Street si concluderà definitivamente il lockdown nel paese con l’abolizione di tutte le misure restrittive, lasciando alle singole persone scegliere quali comportamenti adottore per la tutela della propria salute.