Alumni Bocconi: a Londra la Global Conference 2015, tra dibattiti e networking

Alumni Bocconi: a Londra la Global Conference 2015, tra dibattiti e networking

 

 

Si è conclusa positivamente l’edizione 2015 della Bocconi Alumni Global Conference, svoltasi all’Hilton Park Lane di Londra venerdi 20 marzo. Approfondimenti e dibattiti di alto livello, con personalità di spicco del mondo della finanza, della politica e del business internazionali, alternati a numerose occasioni di networking.  Elevata l’affluenza: gli alumni presenti sono 360, provenienti da 18 paesi, con Italia e Regno Unito in larga maggioranza.

L’età media è di 39 anni, molti i giovanissimi.  “Mi hanno appena confermato un viewing” dice all’amica una ragazza, presumibilmente appena arrivata a Londra ed in cerca di alloggio. D’altronde la capitale britannica è una delle destinazioni preferite per i neo-laureati della Bocconi. Sono 2,500 gli Alumni che vivono e lavorano nel Regno Unito, l’82% dei quali di nazionalità italiana.

Nel mondo, gli Alumni Bocconi sono oltre 90,000, sparsi in 110 paesi, dall’Argentina al Giappone.  Un network strategico sia per gli alumni che per l’ateneo stesso, che sul continuo successo degli ex-studenti basa buona parte della sua eccellente reputazione internazionale.

 

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Il remark del Rettore Andrea Sironi

 

Il Rettore Andrea Sironi snocciola con soddisfazione le statistiche che vedono in crescita il numero di studenti stranieri (15%), le percentuali di laureati impiegati all’estero (23%), il numero di università partner nel mondo. Nel ventunesimo secolo non paga essere troppo radicati nel proprio paese, e il settore della higher education è un mercato globale. Inevitabile che la Bocconi punti molto a sviluppare l’internazionalizzazione, uno dei criteri usati per i ranking globali delle Università.

Suscita applausi convinti il piano di espansione del campus Bocconi presentato dal CEO Bruno Pavesi. Una nuova residenza per 300 studenti e professori, due auditorium ed un centro sportivo dotato di piscina olimpionica, tra gli elementi previsti nel disegno dello studio giapponese SANAA.  Un progetto di forte impatto visivo ed urbanistico, grazie anche alla pedonalizzazione di Piazza Sraffa e al recupero di un Naviglio oggi interrato.

Sul palco della Conferenza si alternano personalità di rilievo, da Vittorio Grilli, Chairman Corporate & Investment Bank Emea in JP Morgan ed ex-Ministro dell’Economia, a Vittorio Radice, CEO di Rinascente.  La formula è quella del panel. Tra i moderatori, giornalisti economici come Hugo Dixon e Francine Lacqua.

 

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Vittorio Colao (Vodafone) e Diego Piacentini (Amazon)

 

Il confronto più stimolante è quello che vede Vittorio Colao (Vodafone) e Diego Piacentini (Amazon) discutere di leadership. Personalità e aziende diverse, ma il messaggio è lo stesso: lo stile di leadership è definito dai corporate values dell’azienda.

In Amazon, we prefer missionaries to mercenaries” sintetizza Piacentini, spiegando come il colosso dell’e-commerce sia ancora dominato dalla cultura della start-up imposta da Jeff Bezos. Le persone sono scelte con cura, cercando coloro che hanno la capacità di comprendere lo spirito di Amazon. Fondamentale la capacità di prendere decisioni rapidamente (“speed is the most important issue”). Necessario essere pronti a cambiare priorità e compiti in base alle necessità, come è avvenuto quando Amazon ha deciso di lanciare a New York, nell’arco di poche settimana, il servizio Prime Now.

Diverso l’approccio di Colao, alla guida di un azienda con molti strati di management e con processi interni e corporate governance più articolata.  “Leaders must be careful with facts” avverte Colao, sottolineando come i grandi leader, oltre a essere dei visionari, sono sempre attenti ai dettagli e agli aspetti quantitativi.  Colao suscita l’ammirazione di tutti (non solo delle donne, che rappresentano il 45% dei partecipanti) quando rivendica il fatto di avere introdotto in Vodafone a livello globale una policy di maternità innovativa per paesi come gli USA.  Alla radice di questa decisione c’è un’analisi economica (i benefici in termini di employee retention sono superiori ai costi), ma certamente anche un valore morale e sociale.

 

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Quali consigli potete darci per la nostra carriera, chiedono dal pubblico, “Il mondo in cui viviamo è data-driven” risponde Piacentini – “E’ necessario comprendere gli aspetti quantitativi, studiare Computer Science”. Consiglio tardivo per chi ha scelto di laurearsi in Bocconi? Più attento ai percorsi professionali Colao: “all’inizio della carriera è bene fare molte esperienze diverse, in giro per il mondo. Poi arrivato ai mid-30s, diventa importante scegliere l’azienda, l’ambiente di lavoro e il capo più adatto: la carriera, a quel punto, viene da sola”.

Nell’ultimo panel della giornata, Mario Monti e Peter Mandelson discutono del ruolo della Gran Bretagna in Europa. Un confronto all’insegna dell’ironia e della dialettica. Monti è moderatamente ottimista sul fatto che il Regno Unito resterà in Europa, con o senza referendum. “I cannot imagine the UK opinion saying no to Europe. British pragmatic vision will prevail.”  Più cauto Mandelson, che teme il possibile esito di un referendum.

 

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Mario Monti e Hugo Dixon

 

Dal punto di vista di Mandelson (che è quello del Labour) non ci sono dubbi sul fatto che il Regno Unito debba restare in Europa: “Without Europe we would become Little Britain. Smaller respect from America. Less time from Chinese leaders. Less ability to manage pressure from Russia.” Mandelson si diverte a disegnare scenari drammatici per Cameron in caso di sconfitta del Conservative Party (“they will throw him out of the window”) e chiude con una battuta, definendo Matteo Renzi “son of Mario Monti”.

Terminati i dibattiti, il networking è continuato fino alla sera, con una cena di gala presso il Natural History Museum, alla presenza dell’Ambasciatore Pasquale Terracciano.

Già confermata data e location della prossima Global Conference. Appuntamento a Shanghai, l’11 e 12 Marzo 2016.

 

Francesco Ragni

Londra, 25/3/2015

foto: Bocconi Alumni Association