Crisi energia nel Regno Unito: cosa sta succedendo e quali impatti per il consumatore

L'aumento dei costi all'ingrosso ha portato al fallimento di molti fornitori di energia e all'aumento dei prezzi. Il ruolo chiave del regolatore OFGEM nel garantire la continuità dei servizi.

Crisi energia nel Regno Unito: cosa sta succedendo e quali impatti per il consumatore

 

Possiamo chiamarla in qualsiasi modo: crisi energetica, fossil crisis, global change market, ma quello che accade da circa un anno sul mercato energetico inglese è la fotografia di un cambiamento economico legato ad una transizione verso energie verdi affidandosi al caro e vecchio gas per andare avanti.

La crisi energetica attuale nel Regno Unito nasce con l’ondata di freddo stagionale dell’inverno tra il 2020 e il 2021 che ha visto la nazione e gran parte dell’Europa prosciugare le proprie riserve energetiche.

I prezzi all’ingrosso del gas sono iniziati a salire, le materie prime in rialzo del 400% dall’inizio dell’anno, mentre i prezzi dell’elettricità sono aumentati fino al 250%. Molti operatori energetici non sono stati in grado di reggere questo shock improvviso altalenante e hanno deciso di chiudere il loro business perché non più profittevole.

Da marzo 2021 ad oggi, dodici società attive nel mercato della distribuzione elettrica in UK sono fallite, incapaci di tenere il passo con l’impennata globale dei prezzi del gas all’ingrosso. Ultimo della lista è Bulb, fornitore di energia elettrica focalizzato sulle rinnovabili andato in amministrazione speciale nelle scorse settimane. Oltre tre milioni di consumatori britannici si sono ritrovati a cambiare fornitore energetico mentre alcune grandi fabbriche britanniche hanno chiuso temporaneamente o tagliato le produzioni per il caro-prezzo-energia.

In questo scenario, inevitabilmente, sono arrivati rincari sulla bolletta, con maggiori probabilità di un impatto sulle famiglie meno abbienti. Secondo alcuni sondaggi Reuters, dal 2019 al 2020, le famiglie con un reddito basso hanno speso tre volte in più in gas ed elettricità in bolletta.

COSA SUCCEDE QUANDO FALLISCE UN OPERATORE

Se è lecito aspettarsi rincari, non c’è da temere in alcun modo di ritrovarsi sprovvisti di gas e/o luce nella propria casa. Quando un operatore energetico fallisce entrano in campo diversi attori che mettono al primo posto la continuazione del servizio e la tutela del consumatore.

Il piú importante è l’OFGEM (Office of Gas and Electricity Markets), l’ente regolatore del mercato. Agendo come un direttore d’orchestra, OFGEM destina le utenze ad un altro operatore energetico, più solido, che possa gestire il passaggio dal vecchio operatore al nuovo senza alcun disservizio mantenendo aggiornato il consumatore in modo trasparente e quotidiano, garantendo la stessa spesa sulla bolletta per il periodo di scadenza della tariffa. Il consumatore potrà decidere se rimanere con l’operatore identificato da OFGEM o cambiare in maniera indipendente, in qualsiasi momento, senza alcun vincolo e in totale autonomia.

La procedura attivata da OFGEM è denominata SOLR (Supplier of Last Resort) ed è una misura che ha come scopo la protezione del consumatore. L’obiettivo è garantire la continuità dell’approvvigionamento energetico in caso di fallimento del fornitore di energia. In tal senso, la procedura non è incentrata sulla posizione del fornitore inadempiente, quanto piuttosto sul trasferimento dei clienti a un nuovo fornitore.

Il Regno Unito ha vissuto una rapida crescita di energie green nell’ultimo decennio ma il mercato è rimasto concentrato sulle dipendenze nazionale e internazionali di gas. Finché il costo del gas naturale sarà estremamente volatile l’aumento dei prezzi e le carenze proseguiranno. Il consumatore non deve temere di rimanere senza fornitura di luce e gas per il fallimento del proprio operatore, ma piuttosto informarsi sulle migliori offerte green sul mercato.