Covid, in UK sette giorni di contagi al ribasso

Diminuiscono sempre di più le persone infettate dal coronavirus. Rimane ancora alta la percentuale tra gli under 30, schivi alla vaccinazione

Covid, in UK sette giorni di contagi al ribasso

 

Per la prima volta dall’inizio della terza ondata pandemica, il Regno Unito ha registrato un calo sostenuto dei casi di coronavirus. Nell’ultima settimana i contagi sono sempre diminuiti, passando dai 49mila di domenica scorsa ai 24.950 registrati nell’arco delle ultime 24 ore.

Numeri che fanno ben sperare, decisamente sotto il picco di circa 50mila casi registrato poco prima del Freedom Day quando quasi tutti i rimanenti divieti anti-Covid sono stati revocati in Inghilterra. L’ultima serie di cinque giorni di numeri in calo era stata a febbraio, poco dopo che il Regno Unito aveva superato il picco dell’ondata invernale.

C’è da sottolineare che le conseguenze della fine di tutte le restrizioni, avvenuta il 19 luglio, ancora non sono pienamente tangibili, anche se il dato dei contagi nell’ultimo giorno è stato comunque del 40% più basso rispetto a quello della domenica precedente, evidenziando una diminuzione sostanziale rispetto al picco di inizio maggio.

Da notare che in tutte e due le precedenti ondate, la strategia attuata dal governo aveva portato a un calo dei casi con misure restringenti legate ai lockdown in corso; stavolta il governo ha fatto leva sulle vaccinazioni e anzi ha allentato le ultime restrizioni fino ad eliminarle del tutto.

Secondo la quotidiana analisi proposta da Downing Street su dati NHS, le fasce di età dove si registra il maggior numero di infezioni sono quelle tra i 15 e i 29 anni. I più giovani, avendo un rischio molto basso di ammalarsi gravemente, sono anche i più riluttanti a vaccinarsi. Proprio la crescente diffusione del coronavirus tra gli under 30 è alla base di proiezioni come quella di Mike Tildelsley dell’università di Warwick, che prevede un picco di 150 mila infezioni al giorno in autunno.

Va inoltre ricordato – avverte Tildesley – che molti giovanissimi sfuggono ai test a causa della chiusura delle scuole, sebbene ci sia spazio per un cauto ottimismo, anche in virtù dei dati sulle terapie intensive“.

Al momento il numero di pazienti attaccati a un ventilatore è pari a 125 ogni 10mila infezioni giornaliere, quando durante la seconda ondata erano 2.312 ogni 10mila. Una diminuzione legata al progresso della campagna vaccinale: sono 46 milioni e 500mila i britannici che hanno ricevuto una dose del vaccino e 37 milioni e 160mila coloro che hanno ricevuto l’immunizzazione completa.