Coronavirus: primi casi sospetti in UK ma per ora nessun contagio

Da controlli negli aeroporti fino alle restrizioni sui viaggi, tutte le precauzioni dal Regno Unito

Coronavirus: primi casi sospetti in UK ma per ora nessun contagio

 

Sono stati registrati anche nel Regno Unito i primi casi sospetti del coronavirus, la polmonite di origine virale che dalla Cina si sta ora rapidamente diffondendo in altre parti del mondo.

In UK, la Scozia ha registrato finora sei casi sospetti, ma al momento nessun contagio è stato confermato. I pazienti, di cui quattro di nazionalità cinese, sono tutti rientrati in questi giorni nel Regno Unito con un volo da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia, e sono ricoverati negli ospedali di Edimburgo e Glasgow sulla base di sintomi sospetti e problemi respiratori.

Un caso sospetto che ha presentato sintomi di febbre molto alta è stato registrato anche nel Nord Irlanda e sarebbe ricoverato all’ospedale di Belfast, secondo fonti riportate da Sky News UK.

Un portavoce del primo ministro Boris Johnson ha confermato che i test sono “puramente precauzionali”, ma intanto il paese resta vigile. I rischi per la salute nel Regno Unito, finora dichiarati al livello di “molto bassi” dalle autorità mediche britanniche di Public Health England, sono aumentati a “bassi”, e il governo ha già introdotto varie misure precauzionali.

Tra queste, il monitoraggio continuo dei voli dalla Cina e lo screening con telecamere termiche alle uscita in tutti i principali aeroporti. In particolare ad Heathrow, uno dei tre scali europei che ha voli diretti con la città cinese di Wuhan, le misure introdotte prevedono la presenza di team medici specializzati, lo sbarco dei voli dalla Cina in un’area isolata del terminal 4 e la diffusione di annunci e volantini informativi sul virus.

A livello di viaggi da e verso la Cina, la autorità cinesi hanno bloccato tutti i voli verso le principali città, mentre il Foreign Office ha raccomandato di volare su Wuhan solo in casi “estremamente essenziali”.

In Parlamento, il ministro per la salute britannico Mark Hancock ha segnalato che “sebbene il rischio di casi di contagio in UK sia sempre più alto la Gran Bretagna è uno dei pochi paesi ad avere sviluppato un test sul coronavirus che permette di diagnosticarlo velocemente”.

Una volta contratto il virus però, i sintomi possono comunque non manifestarsi fino a 14 giorni dall’infezione, e ciò significa che il virus nel frattempo è libero di circolare senza venire rilevato.

Al momento sono 18 le vittime dell’epidemia in Cina, con oltre 630 casi sospetti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che per due giorni  ha riunito un comitato di emergenza ha concluso ieri sera che è ancora presto per dichiararla emergenza globale”.

Ma il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che il comitato di 16 esperti era diviso sulla dichiarazione di emergenza globale e, data la velocità di diffusione del virus, il verdetto potrebbe cambiare presto.

Il sito ufficiale dell’Oms ha pubblicato i risultati del comitato d’emergenza e relative misure precauzionali. Per rimanere aggiornati sul coronavirus e sui possibili casi in UK si consiglia di consultare il sito ufficiale del Public Health England e del National Travel Centre.

@AgostiniMea


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