Coronavirus, l’UK potrebbe essere il primo paese europeo per numero di vittime

Secondo una ricerca nel paese circa il 40% di tutte le morti nel continente entro agosto

Coronavirus, l’UK potrebbe essere il primo paese europeo per numero di vittime

 

Il Regno Unito potrebbe essere il primo paese europeo per numero di vittime legate al contagio da coronavirus. Addirittura il paese potrebbe rappresentare il 40% di tutte le morti registrate nel continente entro il mese di agosto, quindi ben oltre la fine dell’emergenza sanitaria pronostica.

L’analisi giunge da una doppia fonte, la prima è rappresentata dal professor Jeremy Farrar, direttore del “Wellcome Trust”, esperto di pandemie e componente del gruppo scientifico consultivo per le emergenze del governo britannico. Farrar ha infatti affermato che il numero di decessi ospedalieri al giorno, attualmente variabile tra le 800 e le 1000, mostra che il Regno Unito si trova in una situazione simile ad altri paesi europei che sono stati gravemente colpiti, ma con una curva delle mortalità che non intende abbassarsi nel giro di poco tempo.

La seconda fonte è invece l’istituto “Health Metrics and Evaluation” di Seattle che prevede come il paese potrebbe proprio essere il paese più colpito dalla pandemia di coronavirus in Europa, con oltre il 40% delle morti totali registrate in tutto il continente. In base a dei modelli matematici e ai numeri di contagi e decessi registrati fino a ora, l’istituto prevede che potrebbero essere circa 33.000 le vittime totali in UK entro agosto.

Numeri che però potrebbero subire un sostanziale rallentamento se tutte le misure restrittive imposte dal governo verranno seguite dalla popolazione. Prima tra tutte il social distancing, ossia il rispetto di almeno 2 metri di distanza quando si incontrano altre persone nei luoghi pubblici, fondamentale per non agevolare il contagio di massa.

Ad oggi il numero dei contagiati ospedalizzati sono 108.692 e le morti sempre avvenute all’interno dei presidi ospedalieri 14.576. A questi dati però mancano coloro che risultano contagiati ma in auto-isolamento a casa e, soprattutto, le vittime registrate all’interno delle case di cura per anziani che, stando a una prima statistica, potrebbero già aver superato la quota di 1.400 a due giorni fa.


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