Coronavirus: l’NHS pronta a lanciare la propria app di tracciamento

Il sistema sanitario britannico la realizza "in casa" per gestire autonomamente monitoraggio e dati. Sarà disponibile da metà maggio

Coronavirus: l’NHS pronta a lanciare la propria app di tracciamento

 

Né Apple e neppure Google, e tantomeno aziende private. L’app per il tracciamento delle persone per monitorare la curva dei contagi da coronavirus nel Regno Unito è in fase di lancio da parte dell’NHS.

Un app homemade è il caso di dire, dato che sarà il ramo del sistema sanitario nazionale britannico, l’NHSX, incaricato dello sviluppo digitale dell’azienda pubblica, a progettare, lanciare e monitorare i dati raccolti.

Un app che sarà disponibile gratuitamente a partire da metà maggio. Una scelta non casuale perché si prevede proprio in quel periodo un rilassamento delle misure restrittive, che potremmo definire come fase 2. Proprio in quel periodo ci sarà una maggiore necessità di monitorare il contagio per via di una presenza maggiore delle persone in circolazione rispetto a queste ultime settimane di lockdown.

L’app dell’NHS funzionerà al pari di quelle che sono state progettate e in corso di adozione da altri paesi, Italia compresa, dove sia piccole aziende private in tandem con i rispettivi governi, che colossi come Apple e Google, hanno predisposto dei sistemi di tracciamento.

Tutto si baserà sulla funzione bluetooth: attivandola sul proprio smartphone permetterà al sistema centrale di creare uno storico delle persone che si incontrano nel corso delle giornate, però solo quelle a distanza di pochi metri una dall’altra, e che a loro volta hanno attivato la medesima app.

In questa maniera, quando si dovesse verificare un nuovo caso di contagio, l’NHS potrebbe risalire alle persone incrociate dal contagiato nel corso delle ultime settimane per effettuare loro il test del tampone in tempi rapidissimi.

Quale è la differenza sostanziale con le altre app, se sono simili nel funzionamento? In quella dell’NHS la gestione di tutte le informazioni sarà totalmente in mano al sistema sanitario nazionale evitando così qualsiasi tipo di rischio che dati sensibili possano finire in database che nulla hanno a che fare con la gestione della pandemia.

La stessa NHS ha assicurato una gestione totale della propria app di tracciamento nel rispetto della privacy, tanto che eventuali contatti avverranno in maniera anonima sia con il contagiato che presenta sintomi da covid-19 che con le persone incrociate per effettuare il tampone di controllo.

Per avere un controllo capillare della curva del contagio, gli esperti indicano che il monitoraggio dovrebbe avvenire sul 60% della popolazione che corrisponde all’80% di proprietari di telefoni cellulari in grado di scaricare e attivare l’app.

Una impresa non semplice se si pensa ai due grandi ostacoli da superare: il primo riguarda proprio la gestione dei dati, visto che buona parte considerano queste app una sorta di ulteriore grande fratello pronto a spiare nella vita di tutti noi, nonostante tutte le rassicurazione dell’NHS; il secondo ha a che fare con la familiarità della massa nell’utilizzare le app, anche le più semplici.

Basti pensare che Whatsapp, una delle app più diffuse al mondo, è presente in appena il 67% degli smartphone inglesi. Quella dell’NHS dovrebbe essere presente invece su ben l’80% di essi.

Magari il sistema sanitario potrebbe far leva sul fatto che la propria app, anziché inviare cuoricini, faccine e sorrisi, potrebbe salvare la vita a decine di migliaia di persone.


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