Coronavirus, da domani a Londra si torna a pagare su più di mille bus

Inizialmente sospesi per garantire la sicurezza agli autisti, ora vengono ripresi dopo aver apportato importanti modifiche interne

Coronavirus, da domani a Londra si torna a pagare su più di mille bus

 

Londra torna pian piano alla normalità anche se seguendo tutte le attenzioni possibili per evitare un aumento della curva dei contagi da coronavirus.

Da domani, sabato 23 maggio, su più di 1200 bus a Londra (su un totale di 8.500) che coprono 85 percorsi (su un totale di 700 tratte) tornerà il touch-in, ossia il pagamento con carta o Oyster ogni qualvolta si sale. Servizio che era stato interrotto per svariate settimane per proteggere gli autisti da un contatto troppo ravvicinato con i pendolari.

Essendo il lettore del pagamento proprio di fianco agli autisti, ecco che si era deciso di permettere l’accesso ai pendolari solo dalla porta centrale, e non più frontale, offrendo anche la corsa gratuita.

Da domani questa agevolazione verrà interrottà su moltissimi bus, sui quali sono state apportate delle sostanziali modifiche per mettere in sicurezza la salute degli autisti. La prima tra tutte, quella di sostituire il pannello divisorio che originariamente aveva una fessura per permettere i pagamenti con denaro contante, con uno che coprirà totalmente lo spazio tra autista e pendolare, proprio come ora siamo abituati a vedere nelle casse dei supermercati.

Non essendo ormai da anni più consentito il pagamento cash sui trasporti pubblici di Londra, quella fessura era di fatto inutile e, nelle ultime settimana durante la pandemia, era diventata anche pericolosa.

Apportata questa nuova modifica, si passerà poi a una pulizia più accurata di tutti i bus che avverrà più volte durante la giornata evitando che il coronavirus, e più in generale altri virus, trovino un ambiente confortevole dove diffondersi.

Nel corso delle prossime settimane queste modifiche e accortezze verranno applicate a tutti i bus della flotta sia per comunicare un senso di ritorno alla normalità (che avverrà comunque in più step) in una città, quale Londra, basata sugli spostamenti attraverso i mezzi pubblici, ma anche perché la TFL era entrata in estrema sofferenza economica causata dall’eccessiva riduzione di introiti dovuti al lockdown.


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