Coronavirus: a Londra scaffali vuoti ma parchi, pub e casinò aperti sono un forte richiamo a godersi la città

La Tube riduce le corse e chiude decine di stazioni. Ma la gente è ben lontana dal mettere in atto il "social distancing"

Coronavirus: a Londra scaffali vuoti ma parchi, pub e casinò aperti sono un forte richiamo a godersi la città

 

Londra in piena emergenza coronavirus sembra essere diventata la città dei controsensi: supermercati presi d’assalto e scaffali vuoti come se i cittadini si dovessero preparare a una guerra che li obbligherà a chiudersi in casa, introvabili mascherini e disinfettanti per le mani, e poi si continua a girare per la città, frequentare pub, ristoranti, parchi e casinò.

Sicuramente la presenza di persone in circolazione è fortemente diminuita nel corso degli ultimi giorni, ma ancora non abbastanza per scongiurare la diffusione del coronavirus. Tanto che “Royal Parks”, l’organizzazione che cura gran parte dei parchi pubblici di Londra, sul sito ufficiale invita comunque tutti a rilassarsi all’aperto perché tutto rimarrà aperto fino a nuova comunicazione.

Un invito difficile da non accettare, soprattutto per coloro che da oggi pomeriggio e per le prossime settimane dovranno gestire i figli che non andranno più a scuola, a seguito della chiusura delle stesse su ordinanza del Governo. Un invito appetibile anche per coloro che già da oltre una settimana hanno scelto di recludersi dentro casa tra smart working e autoisolamento.

E’ il classico gioco dell’angelo e del diavolo con in mezzo, non una, non due, ma ben 9 milioni di persone, ossia gli abitanti della capitale inglese.

Da una parte si chiede di rimanere il più possibile tra le mura domestiche, di non diventare un pericolo per se stessi e per gli altri frequentando i luoghi pubblici, e soprattutto di non assalire i supermercati perché non c’è pericolo che finiscano le riserve.

Dall’altra parchi aperti, ristoranti, pub, casinò sono ancora un forte richiamo per chi sta prendendo sotto gamba il covid-19, credendosi immune da tutto e da tutti, in barba anche alla richiesta di rispettare quel social distancing che non permetterebbe di contagiarsi o contagiare, ma che a Londra è ancora argomento di discussione, quando in altri paesi come Italia, Spagna e Francia è al pari di un obbligo di legge.

La città sta comunque prendendo delle contromisure, sempre in questo strano gioco dei “controsensi”: non c’è nessun lockdown e non si prevede che verrà applicato, ma allo stesso tempo la Tube ha chiuso decine di stazioni e linee metropolitane, riducendo le corse e annullando quelle notturne del weekend chiedendo ai pendolari di non viaggiare a meno che non risulta essenziale.

Ma per centinaia di migliaia di viaggiatori è purtroppo ancora essenziale, perché non essendoci nessun decreto ufficiale da parte del Governo che obbliga le società della capitale ad attuare lo smart working, queste ancora chiederanno ai propri dipendenti di andare in ufficio. Cosa che per tutta la settimana è avvenuta regolarmente.

(Le foto in alto sono state scattate nel corso del pomeriggio di ieri a Londra)


Emergenza Coronavirus, Brexit, attualità, cronaca, lavoro eventi.  Il meglio delle notizie di Londra Italia in una email settimanale da non perdere. Iscriviti ora, è gratis.