Coasit in liquidazione: ora è incertezza sui corsi di italiano da settembre

La charity ha comunicato la decisione attraverso una nota ufficiale: «Costretti a farlo dopo dieci anni di difficoltà amministrative»

Coasit in liquidazione: ora è incertezza sui corsi di italiano da settembre

 

Dopo giorni di attesa per insegnanti, studenti e genitori la decisione definitiva sui corsi di italiano nelle scuole inglesi è arrivata attraverso una nota ufficiale della stessa charity: «Il Coasit sarà messo in liquidazione, unica strada percorribile dopo dieci anni di problemi amministrativi, di fronte all’assenza di certezze riguardo un nuovo finanziamento da parte delle autorità italiane».

La comunicazione, firmata dal presidente Silvestro de Besi, dà così una risposta, pur non offrendo una soluzione, a chi nelle scorse settimane si è trovato impossibilitato a portare i propri figli ai corsi di italiano extracurriculari organizzati dalla charity. Era questa da anni la funzione del Coasit, come ente gestore, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico del Consolato di Londra (foto in alto).

Le lezioni, che coinvolgevano migliaia di studenti in diverse scuole e strutture della capitale inglese, erano state sospese lo scorso 27 maggio per mancanza di fondi dopo un consiglio di amministrazione della Coasit. Poco piú di un mese dopo, la charity ha deciso di chiudere, scusandosi nella nota per l’incapacità di far fronte alla crisi, dopo aver ringraziato gli insegnanti per il lavoro svolto e le autorità italiane per una collaborazione durata oltre 30 anni. Una vera mazzata per tutte le persone coinvolte e in generale per lo sviluppo della lingua e della cultura italiana nel Regno Unito.

All’Ufficio Scolastico del Consolato resta ora il compito di trovare al piú presto una soluzione, possibilmente entro settembre, quando i ragazzi torneranno fra i banchi e quindi dovranno riprendere i corsi. Negli ultimi anni il Coasit aveva anche selezionato il personale docente che avrebbe insegnato l’italiano negli istituti inglesi. Resta così alta l’incertezza fra i genitori, che vorrebbero sapere come comportarsi almeno prima della pausa estiva di agosto.

Sulla questione sono intervenuti alcuni parlamentari eletti all’estero. «Situazione grave, ora chiederemo di trovare al più presto una soluzione insieme al Consolato italiano» hanno dichiarato Massimo Ungaro e Angela Schirò, entrambi del PD, dopo aver incontrato Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri. I parlamentari stigmatizzano poi il danno diretto alla comunità italiana poiché «dalla chiusura sono colpiti 52 insegnanti di italiano, circa 2000 famiglie e 4911 studenti, nella maggior parte appartenenti a nuclei familiari di connazionali».

E l’indignazione è forte anche nei social media, dove in tanti stanno chiedendo a gran voce che siano chiariti i veri motivi della chiusura e che la vicenda sia risulta al piú presto. “Si è arrivati all’ultimo atto farsesco di una serie di errori gravi da parte del Coasit e del Consolato di Londra chiamato a controllare e decidere sui fondi.” scrive il gruppo ItalUK Comites nel proprio profilo Facebook, commentano che con questa vicenda, sono stati “rovinati 47 anni di promozione della lingua in GB, violate le più elementari norme sul lavoro per 52 insegnanti e buttati sul lastrico circa 5000 studenti e le loro famiglie che avevano pagato la quota per tutto l’anno scolastico”