Cibo e sprechi, a Londra startup italiane presentano idee per ridurre e riutilizzare gli avanzi

Ospiti della Settimana della cucina italiana nel mondo in occasione di un evento sulla "circular economy" promosso da Intesa Sanpaolo

Cibo e sprechi, a Londra startup italiane presentano idee per ridurre e riutilizzare gli avanzi

Tecnologia applicata alla quotidianeità per ridurre i consumi e ottimizzare i processi, in particolar modo nel campo del food. E’ questo l’obiettivo che si è fissato Intesa Sanpaolo a Londra, in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo, organizzando e presentando iniziative che puntano a ridurre lo spreco di cibo.

La prima si è tenuta in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, che ha ospitato un convegno basato sull’economia circolare dal titolo “Food & Cities Initiative – The circular economy approach”, e il secondo nella filiale della banca italiana nel cuore della City.

In quest’ultimo caso cinque startup hanno presentato a possibili finanziatori internazionali i loro innovativi sistemi, alcuni dei quali ideati soprattutto per la fase di riutilizzo degli scarti alimentari.

Si tratta della Ecodyger di Varese che produce macchinari destinati alle aziende per trasformare i rifiuti organici in compost; RiceHouse di Biella proveniente dal Piemonte crea nuovi materiali per costruzioni ecosostenibili dagli scarti della coltivazione del riso; Hexagro di Milano realizza fattorie urbane indoor che utilizzano la tecnologia aeroponica; Toast Ale di Londra attiva nella produzione di una birra pluripremiata realizzata con il pane fresco avanzato; Winnow di Londra un sistema che aiuta gli chef a misurare, monitorare e ridurre lo spreco di cibo attraverso le nuove tecnologie.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) – spiegano in una nota gli organizzatori del convegno – ogni anno viene sprecato circa un terzo del cibo prodotto nel mondo per consumo umano, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate.

Nei paesi industrializzati gli sprechi alimentari ammontano a circa 680 miliardi di dollari e avvengono soprattutto nelle catene di vendita al dettaglio e da parte dei consumatori. Nei paesi in via di sviluppo ammontano a 310 miliardi di dollari e riguardano anche le aree produttive agricole.

L’economia circolare può essere indubbiamente la soluzione ideale per fare in modo che il tradizionale processo della produzione, utilizzo e smaltimento del cibo, riduca al minimo gli sprechi proprio attraverso il riciclo e il riutilizzo.

Attraverso il piano industriale 2018-2021, Intesa Sanpaolo intende diventare la prima impact bank a livello mondiale, grazie anche all’accelerazione sistemica verso l’economia circolare – spiega Vincenzo Antonetti, responsabile della promozione e sviluppo dell’istituto di credito -. Siamo una delle banche più sostenibili al mondo, inclusi in tutti i principali indici di sostenibilità e dal 2015 siamo anche finanziatori e partner della Fondazione Ellen MacArthur, organizzazione leader a livello mondiale nell’accelerazione della circular economy.