Locatelli: “La Brexit non intaccherà la qualità del cibo italiano a Londra”

Intervista allo chef Stella Michelin e volto storico dei programmi di food della BBC e ora giudice di MasterChef Italia

Locatelli: “La Brexit non intaccherà la qualità del cibo italiano a Londra”

 

Ha visto letteralmente crescere la consapevolezza dei British nel saper riconoscere il buon cibo da quello fake. E in questo c’è anche il suo zampino, di Giorgio Locatelli, tanto da essere il primo italiano del Regno Unito (e unico fino ad ora) ad aver conquistato una Stella Michelin.

Ma ora la Brexit lo sta preoccupando non poco, come ci ha raccontato in occasione di una intervista rilasciata al termine del suo cooking show durante il “Bellavita”, tra i maggiori appuntamenti di Londra per il settore trade dedicati al food italiano.

Sono arrivato nella capitale inglese nel 1980 quando avevo appena 17 anni. L’Italia sembrava lontanissima in quel momento dal punto di vista commerciale. Importare prodotti di qualità era ogni volta una impresa. Ora è tutto a un passo: ogni giorno partono carghi con il meglio della produzione del Belpaese che approda nel giro di pochi giorni direttamente sulla tavole degli inglesi. Vediamo se l’UK continuerà a sostenere questo flusso nonostante i forti momenti di incertezza che stiamo vivendo”.

Giorgio Locatelli durante il suo cooking show a Londra (foto Sergio Mattioli)

Pensa che la Brexit potrebbe intaccare in qualche modo la qualità raggiunta dei prodotti importanti dall’Italia?
Non credo, o meglio, credo che chi è abituato a mangiare in un certo livello, intendo attenzione al prodotto in fase di acquisto o al ristorante, lo farà anche dopo. Quindi non c’è rischio a mio avviso che il fake Italian prenda il sopravvento se a causa di eventuali dazi o altre tassazioni, l’import italiano potrebbe risentirne. Il fake, tanto per essere chiari, è sempre esistito ed esisterà sempre, come esisterà sempre quella fascia di clientela più attenta al portafogli anziché a cosa mettere in bocca.

Dal punto di vista del personale, ha evidenziato dei cambianti nel corso degli ultimi anni, soprattutto post referendum del 2016?
Sì, anche se per quanto mi riguarda continuo a ricevere molte richieste di ragazzi provenienti dall’Italia. Sarà la Stella Michelin ottenuta e la mia presenza a MasterChef Italia, fatto sta che non ne sto risentendo perché comunque fa curriculum, e prestigio, lavorare nel mio locale. Ma se ampliamo la questione a tutta Londra e al resto del Regno Unito, ho visto che molti locali sono andati in sofferenza perché anche gli stessi ragazzi che prima sceglievano Londra per fare esperienze di lavoro e migliorare la lingua, ora optano per altre mete. Anche su questo il governo britannico deve capire come gestire le cose post Brexit, in termini di permessi di lavoro. Se anche solo il 20, 30% del totale della forza lavoro rappresenta dagli italiani a Londra dovesse mancare improvvisamente, moltissimi ristoranti e alberghi ne risentirebbero pesantemente.

Le evoluzioni sulla Brexit sono quindi uno degli argomenti più trattati mentre si spadella in cucina?
(ride!) Sì, anche se sono sincero bisogna essere positivi e pensare solo al meglio per un settore, il nostro, che negli ultimi dieci anni è cresciuto notevolmente portando vantaggi soprattutto agli inglesi e al pubblico internazionale che vive a Londra. Certo, poi ci sono molti imprenditori della ristorazione che stanno accusando la Brexit, che per altro ancora non è stata attuata, di essere la principale causa dei propri problemi. Ma in questi casi credo sia solo un modo di nascondere una mala gestione che non ha nulla a che vedere con questo particolare momento storico.


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