“Case a Londra: il 73% è inadeguato”

Secondo il rapporto commissionato dall'associazione "Shelter" solo una abitazione su due è considerata a buon mercato

“Case a Londra: il 73% è inadeguato”

 

Se pensavate che bastasse solo l’assenza del bidet, o i due rubinetti separati al posto dell’ormai internazionale miscelatore, a decretare che gran parte delle case londinesi fossero fatiscenti, ora c’è un rapporto ufficiale a confermarlo. E’ stato commissionato dall’associazione benefica “Shelter” che da oltre 50 anni aiuta persone in difficoltà a trovare un’adeguata sistemazione, attraverso aiuti pubblici e privati.

Ad effettuare la raccolta dei dati e relativa analisi l’Ipsos Mori una delle più grandi agenzie inglesi di ricerche di mercato, che ha lavorato per nove mesi raccogliendo informazioni di ogni genere fino a realizzare uno studio conclusivo che non lascia spazio a molti dubbi: il 43% delle case del Regno Unito non soddisfa i requisiti minimi, per arrivare addirittura al 73% nell’area di Londra.

Il rapporto, dal titolo The Living Home Standard, si basa su cinque differenti fattori di ricerca: costo sia in caso di affitto che acquisto; spazio, inteso come grandezza delle aree vivibili all’interno di una abitazione; comfort, per capire quanto ognuno senta quello spazio “proprio” e non solo in termini di “semplice tetto sulla testa”; qualità, intesa come impianti e servizi che potrebbero più o meno mettere a rischio la vita delle persone che ci vivono; vicinato, quanto l’abitazione si trovi in aree più o meno vivibili e collegate con il resto della città.

Ogni macroarea è a sua volta composta da altre decine di sottocampi che, tutti assieme, hanno contribuito a dare una fotografia generale e, soprattutto, ufficiale del mondo delle case in UK e nella capitale inglese. Tanto per fare alcuni esempi, poco più di una casa su due a Londra (56%) rientra nella categoria di quelle “accessibili”, sia come affitto che acquisto. Il rimanente 44% riguarda  abitazioni che vengono vendute o affittate a costi totalmente sproporzionati per l’area in cui si trovano, o rispetto al costo medio della vita nella capitale inglese, e soprattutto in assenza delle più basilare norme igieniche e sanitarie.

Un altro dato interessante, è che solo il 9% delle abitazioni londinesi può essere definito adeguato in fatto di area. Segno che ormai tutti hanno fatto l’abitudine a dover vivere con vicini scomodi, lontani dalle proprie famiglie e soprattutto che per raggiungere il luogo di lavoro serve ogni giorno effettuare un viaggio. Nel vero senso della parola.

L’intero rapporto è consultabile a questo indirizzo