Caos voti scolastici in UK: il Governo fa marcia indietro ma il malumore tra gli studenti rimane

Il Ministero dell'Istruzione si era affidato a un algoritmo per assegnare il giudizio finale. Ma il calcolo matematico non corrispondeva alla realtà

Caos voti scolastici in UK: il Governo fa marcia indietro ma il malumore tra gli studenti rimane

 

Cambio di rotta per i risultati di Gcse e A Level nel Regno Unito. Nel pomeriggio di ieri, lunedi 17 agosto, il ministro per l’istruzione Gavin Williamson ha annunciato che i voti finali saranno basati sulle valutazioni degli insegnanti scusandosi con studenti, genitori e scuole.

Quando il 13 agosto gli allievi dell’A Level hanno visto i loro voti ufficiali è scoppiato il caos, dal momento che circa il 50 per cento ha ricevuto valutazioni inferiori a quelle previste dai docenti. Un problema grave, dato che molti allievi hanno perso il posto opzionato nelle università preferite per via del divario tra i voti annunciati e quelli effettivi.

Colpa dell’algoritmo messo a punto dall’ente regolatore Ofqual, che ha considerato i voti dei professori, ma li ha incrociati anche con una serie di altri parametri, dalle passate performance della scuola frequentata dall’allievo fino al suo indirizzo di casa. Così gli studenti di istituti privati o di successo sono in qualche modo stati favoriti, mentre i ragazzi che abitano in aree disagiate hanno pagato lo “scotto” di vivere in zone dove l’attitudine allo studio è in genere inferiore.

Proprio per questa ragione i giovani sono scesi in piazza e hanno protestato davanti a Downing Street, mentre genitori e scuole minacciavano o avviavano azioni legali contro i voti.

Per il governo sono stati giorni di tensione e preoccupazione, soprattutto dopo che la Scozia, l’Irlanda del Nord e il Galles hanno deciso di rigettare le valutazioni dell’algoritmo e di attenersi invece alle indicazioni delle scuole. Un cambio di rotta che alla fine è stato accolto anche dall’esecutivo di Boris Johnson, nel tentativo di rimettere ordine nel settore.

L’annuncio di ieri ha tranquillizzato i giovani del Gcse, visto che i loro esiti sono attesi per giovedì 20, ma non risolve il caos delle università, perché molti problemi rimangono aperti. Anzitutto ci sono circa 55mila allievi che non hanno potuto ottenere il posto nell’università desiderata, per via dei voti dell’algoritmo, e hanno applicato altrove, ma adesso potrebbero ritrovare spazio nell’ateneo di prima scelta e gli uffici legali di queste istituzioni stanno cercando di stabilire come procedere.

Poi si contano almeno altri 80mila allievi che pensavano di avviare un’azione legale contro i risultati e adesso aspettano di essere accettati nelle università, che però non sanno se riusciranno a far fronte alla domanda. Per agevolare gli atenei lunedì pomeriggio Williamson ha anche tolto il tetto massimo di studenti fissato per ogni ateneo, ma quest’anno per colpa del Covid ci sono regole diverse dal solito in termini di presenze in classe e distanziamento, dunque gli spazi sarebbero stati stretti già con un normale numero di accessi.

Sotto il profilo politico, si tratta infine di un pasticcio senza precedenti, che rischia di provocare un rimpasto nell’esecutivo di Boris Johnson e anche di far perdere consensi ai Conservatori. Molti hanno già chiesto le dimissioni di Williamson, anche perché ha avuto cinque mesi per capire meglio quali erano le intenzioni di Ofqual.

Quando Johnson ha annunciato la chiusura delle scuole per via del Covid e la cancellazione degli esami Gcse e A Level, il ministero avrebbe dovuto chiarire subito le sue intenzioni. Invece gli allievi hanno scoperto solo a maggio che i voti sarebbero stati assegnati da un computer partendo dalle valutazioni dei loro docenti. Da parte sua Ofqual ha accusato già la scorsa settimana i docenti di aver assegnato valutazioni troppo alte rispetto al passato, con un numero di A stella e A aumentato del 38 per cento e quindi ha utilizzato altri parametri nel suo algoritmo, scatenando insoddisfazione e proteste.

Williamson all’inizio aveva annunciato che non ci sarebbero stati cambiamenti, ma lunedì ha ceduto alla pressione. Anche perché trenta parlamentari del suo partito avevano espresso dissenso sulla condotta del Governo. Mentre il capo dei laburisti, Keir Starmer, ha pagato un tributo ai giovani dopo l’annuncio di Williamson, dicendo che si tratta di una vittoria di migliaia di ragazzi che hanno fatto sentire la loro voce, cercando giustizia.


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