Cannucce di plastica addio, il cocktail a Londra diventa ecologico

Molti locali hanno deciso di sostituirle con quelle fatte di carta o foglia per salvaguardare l'ambiente

Cannucce di plastica addio, il cocktail a Londra diventa ecologico

 

Per proteggere l’ambiente servono sforzi continui e congiunti. Non basta far pagare i sacchetti di plastica al supermercato, in modo da invitare i consumatori a non usarli, o imporre una tassa sui bicchieri usa e getta del caffè, perché le gente si abitui a portarsi dietro la propria tazza. Il cambio di prospettiva deve essere profondo e pare che la Gran Bretagna cominci a capirlo. Soprattutto nella capitale, poi, la sensibilità ai temi ambientali si sta diffondendo, come dimostra il progetto di aumentare a Londra il numero delle fontanelle per l’acqua pubblica, pensate per “boicottare” la vendita di acqua in bottiglia di plastica.

L’ultimo passo in questa direzione è stato compiuto dai locali notturni, che stanno aderendo numerosi alla campagna “No more straws”, che prevede di ridurre l’uso delle cannucce di plastica nei cocktail. Perché per consumare un Moijito bastano pochi minuti, ma le cannucce da cui si sorbisce rimangono nell’ambiente per decine di anni prima di scomparire. Secondo una statistica recente, nella sola Londra vengono preparati due miliardi di cocktail all’anno, che significano almeno altrettante cannucce.

Un quantitativo davvero esagerato in termini di impatto ambientale. Se non si può fare a meno della cannuccia, dunque, conviene cercare alternative ecologiche. Come stanno facendo diversi locali, dall’Arts Club di Mayfair fino a Mr Fogg’s Residence, Tavern and Gin Parlour, Maggie’s e Bunga Bunga, per citarne alcuni. L’idea è di evitare le cannucce o di sostituirle con quelle prodotte in materiale biodegradabile.

Anche il titolare dell’Albert’s, uno dei club più esclusivi della capitale, frequentato ad esempio da Harry Styles, ha deciso di abbracciare questa causa ambientale e usare per i cocktail solo cannucce di carta. Il che, per il suo bar, significa circa 1500 cannucce di plastica in meno ogni settimana, uno sforzo che potrebbe avere un impatto. E potrebbe spingere altri ad adeguarsi, nell’intento di migliorare l’ambiente.

La scelta dell’Albert’s, peraltro, è stata confermata anche in alcuni luoghi chiave della città, dalla Royal Albert Hall allo Sky Garden fino al bar in cima al grattacielo “Walkie Talkie”. A breve tutti passeranno al biodegradabile con un risparmio che, nel caso dei primi due, si aggira intorno alle 500mila cannucce di plastica ciascuno all’anno. Per averne una, peraltro, adesso bisognerà chiedere, perché non verrà più servita in modo standard con ogni bicchiere.

Anche alcune catene di pubs hanno deciso di aderire al progetto, da Young’s a Draft House a Geronimo Inns. La speranza, hanno spiegato i responsabili, è che un piccolo cambiamento possa portare a una grande differenza in termini di impatto sul’ambiente e la vita del mare, ma anche influenzare i consumatori perchè a casa loro riflettano su queste tematiche. Maxwell’s, che conta nove locali e ristoranti a Londra, passerà a breve al biodegradabile, mentre Fuller’s sta già testando nel 15 per cento dei suoi locali due diversi tipi di cannucce bio, a base di carta e a base di foglie. Infine anche Wagamama, che conta 40 ristoranti e consuma due milioni e mezzo di cannucce l’anno, ha in progetto alternative verdi per i suoi clienti.

(Nella foto in alto il bartender Pasquale Lione dell’Albert’s di Londra, tra i testimonial di “No more straws”, fotografato da Nigel Howard per Evening Standard)


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito