Cambiamenti climatici, a Londra due settimane di proteste tra blocchi e accampamenti

Dal Westminster Bridge a Trafalgar Square, ma nei prossimi giorni verranno prese di mira anche le stazioni di metro e treni

Cambiamenti climatici, a Londra due settimane di proteste tra blocchi e accampamenti

 

Saranno due settimane molto intense per Londra, città presa di mira da migliaia di manifestanti legati al movimento “Extinction Rebellion” contro i cambiamenti climatici.

Ieri c’è stata la prima giornata di protesta in alcune delle piazze e luoghi simbolo, e la polizia ha fatto sapere che sono state ben 130 le persone tratte in arresto con l’accusa di interruzione del servizio pubblico e disagi vari.

Anche oggi, così come fino a domenica 20 ottobre, sono previste azioni di protesta a sorpresa durante le quali i “ribelli” del clima dimostreranno tutto il loro disappunto verso le azioni non intraprese dai governi per portare benefici all’ambiente in tempi brevi.

Questo particolare movimento di protesta è nato proprio lo scorso anno a Londra e in altre città del Regno Unito, mettendosi in mostra sempre bloccando piazze e strade con veri e propri accampamenti che hanno superato anche il mese di durata.

In questa nuova edizione, anche altre città si sono unite al coro partito dalla capitale inglese, tanto che simili proteste si stanno registrando in sessanta città in tutto il mondo, da Parigi, New York, Berlino, Roma solo per citarne alcune.

 

 

 

L’obiettivo è il medesimo per tutti: bloccare la città per far capire che gli extinction rebels non vogliono solo promesse ma azioni concrete immediate.

A Londra tuttora sono bloccati il Westminster Bridge e parte di St James Park, la zona di Lambeth, Trafalgar Square, la strada Whitehall ma nelle prossime ore il blocco si amplierà anche ad altre piazze e strade, comprese fermate della metropolitana.

Tutti luoghi dove i ribelli si posizionato legandosi con le catene, e dove un forte schieramento di forze dell’ordine cerca di monitorarela situazione affinché non degeneri in qualcosa di più grave ma, soprattutto, limiti il più possibile i disservizi che questa protesta sta creando.

Dalla parte sua, la polizia ha fatto sapere di essere pronta a cambiare approccio rispetto alle proteste dello scorso aprile, minacciando di arrestare anche manifestanti pacifici se avessero infranto la legge. Cosa già avvenuta ieri e che molto probilmente si ripeterà anche nelle prossime ore.


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