Brexit, una campagna marketing da 100 milioni di sterline per prepararsi al No Deal

A lanciarla il Governo di Boris Johnson. Secondo gli analisti sarà l'attività informativa pubblica più costosa dalla Seconda guerra mondiale

Brexit, una campagna marketing da 100 milioni di sterline per prepararsi al No Deal

 

Mancano 94 giorni all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e la possibilità di un “no deal” sta prendendo sempre più piede.

Soprattutto perché il neo primo ministro Boris Johnson sembrerebbe pronto a lanciare una massiva campagna di informazione per preparare i cittadini del Regno Unito a questa eventualità.

Il Telegraph ha infatti pubblicato un servizio in cui riporta che il Governo britannico avrebbe già stanziato un budget di 100 milioni di sterline da spendere nei prossimi 3 mesi, ossia durante il periodo che precede l’uscita ufficiale fissata al 31 ottobre.

Si tratterebbe dell’investimento in informazione pubblica più corposo condotto dalla Seconda guerra mondiale, visto il delicato argomento che dovrà andare a trattare.

La campagna includerà migliaia di annunci televisivi, e milioni di opuscoli informativi che verranno distribuiti a tappeto in tutto il Regno Unito, come parte di un pacchetto di spesa ancora più ampio del valore di 1 miliardo di sterline per preparare il paese a una Brexit senza accordo.

Il neo cancelliere Sajid Javid dovrebbe presentare questa settimana l’intero progetto.

Nel frattempo il lavoro all’interno di Downing Street è ripreso in maniera serrata dopo il passaggio di consegne tra l’uscente primo ministro e il nuovo; un comitato operativo supervisionato dal ministro Michael Gove si sta riunendo quotidianamente per rivedere i termini dell’accordo precedentemente stilato da Theresa May e per tre volte bocciato in parlamento.

L’obiettivo è di presentare un nuovo accordo ai parlamentari britannici in vista della ripresa dei lavori a Westminster dopo la pausa estiva e, in caso di consenso generale, portare questa nuova bozza di accordo a Bruxelles.

Se anche l’Unione Europea dovesse dare il proprio benestare, allora l’uscita del 31 ottobre sarebbe con un “deal”. Altrimenti il “no deal” sarà l’unica soluzione.

(Foto @Flickr)


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