Brexit: Regno Unito pronto ad assumere altri 50mila doganieri per gestire le importazioni

Il Paese si prepara alla fine del periodo transitorio prevista per il 31 dicembre

Brexit: Regno Unito pronto ad assumere altri 50mila doganieri per gestire le importazioni

 

Mentre tutta l’attenzione dell’opinione pubblica è rivolta all’evoluzione della lotta al coronavirus nel Regno Unito, e nel resto del mondo, in alcune stanze di Downing Street si continua a lavorare in vista del 31 dicembre 2020.

Una data non casuale, perché è il giorno in cui si concluderà il periodo transitorio stabilito tra UK e Unione Europea durante il quale tutto si svolge come nel periodo pre Brexit, ad esclusione della possibilità di voto dei parlamentari britannici nella sede del parlamento a Bruxelles.

Da quel momento in poi, Londra sarà libera di prendere decisioni di ogni genere che riguarderanno il proprio Paese, se non dovesse essere raggiunto un accordo tra le due parti nei prossimi mesi. La controparte europea sta cercando di posticipare la fine del periodo transitorio proprio per trovare un concordato comune, soprattutto su argomenti delicati come la gestione delle frontiere tra la Repubblica di Irlanda e Irlanda del Nord e quella delle acque territoriali per i diritti di pesca, evitando così il “no deal”. Ma a quanto sembra, si tratta di una soluzione estrema che al primo ministro Boris Johnson continua a piacere.

In attesa di evoluzioni anche in questo ambito, il ministero del Tesoro britannico ha stanziato 34 milioni di sterline destinati alla formazione degli intermediari e impiegati nella compilazione di documenti doganali che dovranno operare nelle dogane del Paese, soprattutto nei porti di Dover (foto in alto), nel sud dell’Inghilterra, e di Belfast nell’Irlanda del Nord, i due principali luoghi da dove accedono le merci importante in UK.

Diverse le accademie istituite per la formazione del personale proprio per arrivare pronti alla data del 31 dicembre. Secondo le stime elaborate dagli esperti di Downing Street sarà necessaria l’assunzione di altri 50.000 agenti doganali da affiancare all’attuale personale per gestire le oltre 50 milioni di dichiarazioni di importazione di prodotti che si prevede verranno generate su base annuale nel momento in cui il Regno Unito non farà più parte dell’Unione Europea.


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