Brexit, raggiunto l’accordo tra Unione Europea e Regno Unito

Ora il deal dovrà essere approvato sabato in una seduta speciale dal Parlamento britannico

Brexit, raggiunto l’accordo tra Unione Europea e Regno Unito

Fumata bianca a Bruxelles sul Brexit deal. A renderlo noto ieri mattina il portavoce della Commissione Europea, dopo una lunga notte di trattative. Un tweet del premier britannico Boris Johnson ha confermato poco dopo.

«Dove c’è volontà c’è accordo e noi lo abbiamo», ha poi twittato il Presidente della Commissione Europea Juncker. È un accordo «bilanciato ed equo per l’Ue e Gb e testimonia il nostro impegno a trovare soluzioni. Raccomando che il Consiglio Europeo faccia sua l’intesa».

In conferenza stampa, il capo negoziatore dell’Unione Michael Barnier ha espresso soddisfazione: “la pazienza è una virtù e la Brexit è stata una scuola di pazienza. E’ il risultato di un lavoro intenso” ha dichiarato.

Il deal ricalca essenzialmente quello proposto da Theresa May mesi fa, con un’aggiunta di regole specifiche sulla complessa questione del backstop, il confine nordirlandese.

Ora dovrà essere approvato a Westminster, in una speciale riunione parlamentare che si terrà sabato (la prima a svolgersi di sabato dai tempi della guerra delle Falklands). Boris Johnson ha invitato i ministri ad approvare l’accordo per far si che il paese possa “affrontare altre priorità, come il costo della vita, sanità pubblica, la criminalità violenta e l’ambiente”, ma al momento l’approvazione del deal resta appesa ad un filo. In parlamento britannico sono necessari 320 voti per far si che il deal passi, ma le diverse fazioni politiche rimangono divise.

Irremovibili i dieci parlamentari del DUP, il partito unionista irlandese, che dalle prime ore di ieri hanno negato il loro appoggio e dichiarato che voteranno contro il deal, senza nessuna astensione. Il loro voto è decisivo, dato che al momento il governo di Boris Johnson non si regge su alcuna maggioranza.

Contrario anche il partito labourista, piuttosto favorevole ad un secondo referendum. Il leader Jeremy Corbyn: “il miglior modo di risolvere la Brexit è ora ridare la parola al popolo per un voto finale“, ha scritto. Per un secondo referendum anche i liberal-democratici, che definiscono il deal come una “versione mascherata” dell’accordo di Theresa May, già bocciato tre volte in Parlamento.

Stessa posizione anche quella della Scozia. La premier Nicola Sturgeon annuncia il proprio voto contrario al deal, e invoca un nuovo referendum sull’indipendenza scozzese dalla Gran Bretagna.

Ad accogliere il deal come “un buon accordo per Regno Unito ed Irlanda” è Dublino. In un tweet, il premier irlandese Leo Varadkar ha ribadito che “non vi sarà nessuno confine” con l’Irlanda del Nord, e il mercato unico sarà garantito.

Nonostante il clima di perenne incertezza, Boris Johnson ha ribadito che la riunione parlamentare di sabato dovrà essere esclusivamente ai fini di approvare l’accordo raggiunto con l’Unione Europea, per un’uscita definitiva il 31 ottobre. No a qualsiasi rinvio. Sembrano fargli eco anche i leader europei, che nel clima di gioia di ieri si sono mostrati fiduciosi del premier britannico e dell’esito del voto.

La palla ritorna quindi, ancora una volta, nella mani tremolanti di Westminster. Se il deal verrà bocciato, tutto potrebbe ancora succedere. Primo scenario possibile, un rinvio (l’ennesimo) della Brexit. Poche settimane fa il Parlamento britannico aveva infatti approvato una legge che obbliga il primo ministro a chiedere una estensione della data della Brexit, nel caso in cui la maggioranza dei parlamentari voterà contro il deal di Johnson. All’orizzonte ci sarebbero poi probabili elezioni anticipate, che potrebbero già tenersi entro la fine del mese. Persino l’opzione di un secondo referendum resta sul tavolo.

Come dice un detto francese: plus ça change plus c’est la même chose, più lo cose cambiano, più la situazione resta la stessa. Almeno per il momento.

@AgostiniMea

(foto @WikiMedia)


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