Brexit, quattro mesi alla resa dei conti e ancora nulla è stato deciso

Si è giunti al settimo round di incontri tra Londra e Bruxelles ma la strada, secondo Barnier "è ancora in salita"

Brexit, quattro mesi alla resa dei conti e ancora nulla è stato deciso

 

Mancano ormai poco più di quattro mesi al termine ultimo di permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Dall’1 gennaio 2021 il paese sarà fuori dal sistema centrale in ogni forma: politica, sociale ed economica.

Quattro mesi, e ancora nulla è stato deciso in termini di rapporti tra Bruxelles e Londra. Dopo un primo stop dei negoziati dovuto all’improvvisa emergenza sanitaria da coronavirus, le due parti hanno ripreso a sedersi attorno al tavolo delle trattative. Nella prima fase in maniera virtuale, attraverso incontri a distanza, ma da giugno in poi incontrandosi faccia a faccia.

Tanto che siamo giunti al settimo round di colloqui in programma a Bruxelles, ultimo previsto prima dell’autunno. Downing Street, dal canto suo, spera di raggiungere un accordo entro la fine di settembre ma senza cedere di un centimetro dalla propria posizione (e dalle proprie proposte).

Mentre l’Unione Europea continua ad affermare che la strada è sempre più in salita e non vede soluzioni a breve tempo che possano portare a una uscita con un accordo reciproco.

Nei giorni scorsi il capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, ha incontrato il suo omologo britannico, David Frost, ammettendo che sono sono molte le questioni che saranno discusse durante il round di questa settimana che si concluderà nella giornata di oggi, venerdì.

Le due parti sono tornate a “scontrarsi” sui medesimi temi che si stanno trascinando ormai da circa due anni, non ultimo la parità di trattamento per i propri cittadini, la pesca e il commercio di beni e servizi.

Bruxelles ha anche respinto le richieste di apertura del Regno Unito per un accesso, continuo e ad ampio raggio all’UE, per i camionisti britannici, ponendo le basi per un possibile scontro. Il Regno Unito vorrebbe infatti che i camionisti britannici possano continuare a fare pick-up e drop-off all’interno degli Stati membri, come se nulla cambiasse tra pre e post Brexit. A tal proposito, la Commissione europea ha avvertito che la richiesta è squilibrata e fornirebbe diritti estremamente vicini all’adesione al mercato unico, cosa che Downing Strett sta cercando di non ottenere in toto, ma solo scegliendo gli aspetti più vantaggiosi.

Michel Barnier, già il mese scorso aveva avvertito pubblicamente che l’UK non poteva aspettarsi gli stessi livelli di accesso all’UE dopo la Brexit, individuando il trasporto su strada come un’area in cui il paese ha richiesto continuamente vantaggi simili al mercato unico.

Coloro che si attendono un’accelerazione dei negoziati durante questa settimana saranno delusi”, ha aggiunto il capo negoziatore europeo evidenziando che un accordo dovrà essere trovato al più tardi entro la fine di ottobre, per averlo in vigore dal primo febbraio, anche perché dopo ci vorrà del tempo per le ratifiche ma, soprattutto, per non lasciare che gli europei in UK e i britannici che vivono e lavorano negli altri stati membri, si ritrovino in un limbo.

@AleAllocca


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