Brexit, nuovo voto a Westminster sulle 14 modifiche al piano della May

Ma solo alcune verranno dibattute e votate. Tra le principali: backstop e il people's vote

Brexit, nuovo voto a Westminster sulle 14 modifiche al piano della May

 

Mancano due mesi esatti all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e ancora non c’è un accordo definito tra le due parti.

Oggi a Westminster i parlamentari torneranno a riunirsi per votare su alcuni emendamenti che prevedono delle modifiche al celebre “deal” proposto dall’esecutivo della May, ma ancora non si esprimeranno sulla totalità del nuovo piano, per il quale servirà riunirsi di nuovo a breve.

Quattordici gli emendamenti totali presentati nei giorni scorsi dai parlamentari, ma solo alcuni di essi verranno votati.

La scelta spetterà allo speaker dell’House of Commons, John Bercow, che dovrà prima selezionare gli emendamenti, e poi aprire il dibattito in vista del voto su ognuno di essi che si terrà dalle ore 19.

Tra le proposte di modifica al piano della May al primo posto c’è il Backstop, ossia la futura gestione dei confini tra Irlanda e Irlanda del Nord, vero nodo cruciale che ha portato a un punto morto le trattive tra Unione Europea e Regno Unito.

Poi è stato proposto il rinvio dell’applicazione dell’Articolo 50. Se dovesse passare il Regno Unito chiederà all’Unione Europea qualche mese in più in vista dell’uscita ufficiale, oggi fissata al 29 marzo.

Un altro degli emendamenti presentati, è quello di annullare lo scenario del “no deal” in qualsiasi caso, dato che secondo gli analisti potrebbe avere gravi ripercussioni per l’economia non solo dell’UK ma anche della stessa Europa dato che il Regno Unito rappresenta uno dei maggiori acquirenti per altri 27 paesi membri.

Un’altra proposta di modifica che potrebbe essere dibattuta riguarda la possibilità di creare una sorta di assemblea dei cittadini. Ossia scegliere 250 persone in rappresentanza del popolo e far decidere loro che indirizzo il Regno Unito debba prendere. Un escamotage per evitare il secondo referendum ma comunque per innescare il people’s vote tanto richiesto dai britannici negli ultimi mesi.

Foto @WikiMedia

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:People%27s_vote_on_Brexit_march,_London,_June_23,_2018_23.jpg