Brexit, nuova stroncatura per il piano della May. Ora a decidere sarà Westminster

I parlamentari hanno votato per prendere il controllo dell'accordo. Sul tavolo ben sei opzioni, comprese un secondo referendum e l'annullamento della Brexit

Brexit, nuova stroncatura per il piano della May. Ora a decidere sarà Westminster

 

Arriva una terza bocciatura sull’accordo del primo ministro Theresa May. Anche se questa volta non c’è stato nessun voto diretto alla sua proposta, bensì uno indiretto, attraverso il quale i parlamentari hanno deciso a maggioranza di presentare delle alternative al piano.

Questo significa che Westminster prenderà il controllo su quanto elaborato mesi fa tra Londra e Bruxelles in vista dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, slittata dal 29 marzo al prossimo 12 aprile, in caso di “no deal” perché in caso non giungeranno novità sostanziali nei prossimi giorni, o al 22 maggio se invece il nuovo accordo troverà concrete adesioni tra i banchi dell’House of Commons.

Nel giro di pochi giorni i parlamentari torneranno quindi a riunirsi per elaborare modifiche al piano May, le quali poi saranno successivamente votate dagli stessi e, in caso di maggioranza, diventeranno effettive per essere portate poi all’attenzione dell’Unione Europea.

Ad oggi le opzioni che potrebbero essere presentate e votate sono: un secondo referendum invocato da oltre un milione di cittadini in occasione della marcia record dello scorso sabato; la cancellazione della stessa Brexit con la revoca dell’Articolo 50 dopo che la petizione online ha raccolto più di 5 milioni di firme; la permanenza nell’Unione doganale europea per evitare così di intaccare gli attuali confini tra Irlanda e Irlanda del Nord al centro di feroci polemiche nei mesi scorsi per via del tanto famigerato backstop.

Una situazione che al primo ministro ovviamente non piace, tanto che nel comunicato inviato in nottata, ha fatto sapere che la scelta di Westminster di prendere il controllo delle contrattazioni tra UK ed UE “ribalta l’equilibrio tra le nostre istituzioni democratiche e crea un precedente pericoloso e imprevedibile per il futuro“.

Ma a parte il continuo botta e risposta tra parlamentari e governo, a poche settimana da un’altra data cruciale, quella del 12 aprile, gli scenari possibili del Regno Unito non sono più solo deal o no deal, ma addirittura anche hard brexit, soft brexit, nuovo referendum e annullamento dell’uscita.

Ben sei opzioni per delinare il futuro di un paese che, ad oggi, ha l’unica certezza di essere al centro di un impasse politico senza precedenti.


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