Brexit, la sfida del “No Deal” si gioca oggi sul tavolo di Londra

Da Bruxelles è giunto Michel Barnier, il capo negoziatore per conto dell'UE

Brexit, la sfida del “No Deal” si gioca oggi sul tavolo di Londra

 

Si spostano da Bruxelles a Londra i negoziati in corso tra Unione Europea e Regno Unito sulla questione Brexit. Ieri è giunto nella capitale inglese dalla città belga Michel Barnier, caponegoziatore per conto dell’UE (nella foto in alto alla stazione di St Pancras, con parte del suo team e alcuni giornalisti) e già da questa mattina, mercoledì 8 luglio, si è entrati nel vivo dello scontro tra le due parti per capire come chiudere il periodo di transizione il 31 dicembre, e dar vita ai futuri rapporti tra i due territori dal primo gennaio 2021.

Lo stallo rimane sempre su alcune tematiche molto delicate, tra le quali i diritti di pesca nelle acque internazionali, l’influenza del tribunale europeo sulle leggi britanniche qualora ci fossero questioni aperte fuori dai confini britannici, o anche internamente ma riguardanti gli altri stati membri; l’accesso al mercato unico con speciali diritti e doveri.

E’ ormai chiaro che tra Londra e Bruxelles la tensione non si è ancora placata, lo stesso Barnier ha recentemente affermato che il primo ciclo di incontri della scorsa settimana, che si è svolto sul territorio belga, ha evidenziato ancora gravi divergenze.

I funzionari britannici continuano a insistere sul fatto che non vi è alcun motivo per cui non sia possibile raggiungere un accordo entro la fine di luglio, nonostante lo scetticismo dell’UE. Un portavoce del governo britannico ha infatti affermato: “Rimaniamo impegnati a lavorare sodo durante l’intero processo di colloqui con l’obiettivo di fare progressi rapidi e autentici verso il raggiungimento di un accordo“.

Se le due parti non dovessero trovare un punto di incontro entro la fine del periodo transitorio, lo scenario più probabile sarà quello del No Deal nel quale Londra potrà fare leva su accordi dettati dall’OMC, l’organizzazione mondiale del commercio, trattando l’Europa, e viceversa, come uno dei tanti stati su scala mondiale.

Questo però significherebbe che eventuali tasse doganali e relativi controlli, tarriffe e dazi dovranno essere stabiliti in tempi brevi per non rischiare il più totale caos all’avvio dell’anno nuovo.

@AleAllocca


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