Brexit, Governo UK vieta i pesci d’aprile per paura del “panic buying”

La decisione basata su una oscura legge del 1653.

Brexit, Governo UK vieta i pesci d’aprile per paura del “panic buying”

Il Governo britannico ha preso la decisione storica di vietare i pesci d’aprile quest’anno per evitare reazioni di panico o di violenza della popolazione, ormai incapace di distinguere tra realtà e farsa dopo due anni di Brexit.

Lo riporta oggi il Telegraph secondo il quale esponenti del governo hanno contattato le principali fonti di informazione del paese chiedendo loro di non pubblicare notizie inventate come avviene tradizionalmente il 1 Aprile.

Una richiesta comprensibile. Secondo studi recenti la maggior parte della popolazione non è in grado di distinguere una notizia vera da una “fake news”, e gli ultimi due anni di mezzo di informazione sulla Brexit hanno messo a dura prova la pazienza e il buon senso di buona parte del paese.  I media pubblicano giornalmente notizie catastrofiche sui possibili effetti della Brexit, dal possibile razionamento di carta igienica alla chiusura delle frontiere per gli animali domestici. In questo contesto, secondo Downing Street, un semplice pesce d’aprile potrebbe causare azioni di “panic buying”, violenze e tensioni sociali.

Per supportare la decisione, il governo di Theresa May ha riesumato una oscura legge del 1653 mai abrogata, secondo la quale la diffusione di notizie false è punibile con la rottura delle costole del condannato. Una legge, nota il Telegraph, imposta da Oliver Cromwell, convinto che la presa in giro da parte del pubblico delle sue verruche stesse minando i suoi tentativi di eliminare i seguaci del Re dopo la guerra civile.

“L’intero paese è in Codice Rosso per il 1 Aprile. Nessuno sa piú cosa è reale e cosa è uno scherzo” ha detto Ali Ploorf, portavoce di Downing Street. “Immaginate se qualcuno andasse davanti un Waitrose a Dover gridando “E’ finito il latte! Non ci sono piú avocado“. Sarebbe il pandemonio. Quindi da ora in poi vieteremo buffonate come queste.

“Il nostro messaggio al pubblico è questo” ha concluso il portavoce del governo “se sentite un avvertimento da brivido riguardo alla Brexit e al “no deal” non è uno scherzo, è la decisione del Governo”.


Aggiornamento del 2 Aprile 2019:  In molti ci hanno scritto facendoci notare che poichè la notizia del Telegraph è stata pubblicata il 1 Aprile, giornata dei Pesci d’Aprile, c’è la possibilità che si tratti di un Pesce d’Aprile, in pratica un Pesce d’Aprile sui Pesci d’Aprile.  Non confermiamo nè smentiamo.  Altri sostengono che la notizia sia palesamente falsa:  “A cosa serve vietare le ‘fake news’ se le notizie vere sono già così assurde?” ci scrive Massimo Paradosso, investment manager alla banca d’affari Cheddar Caciotta & Partners . “Se Westminster vietasse le notizie false dovrebbe smettere di fare comunicati!” scrive Teresa Maggio, presidente del Betty Boop Club ed ambasciatrice a Londra del comune di Pescasseroli. Tra i difensori del provvedimento Geremia Corbino, professore di Politica Improbabile Applicata al Meghan Markle College: “È un bene che il governo sia intervenuto su un tema cosi’ attuale. Ora occorre un piano straordinario per assicurare la continua fornitura di avocado in caso di no-deal” 


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