Brexit, Cameron punta al referendum in giugno

Domani la lettera di Cameron con le richieste britanniche. Decisivo il summit europeo del prossimo 17 dicembre.

Brexit, Cameron punta al referendum in giugno

 

Il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea si potrebbe tenere già a giugno prossimo, ha rivelato oggi il Times.

Secondo il quotidiano britannico, la data dipenderà dall’esito del summit europeo di dicembre, quando David Cameron presenterà agli altri leader europei il suo pacchetto di riforme. Se sarà raggiunto un accordo, il referendum sul cosiddetto Brexit si farà nel giugno 2016, prima data utile, con l’obiettivo di convincere gli elettori a votare a favore dell’accordo (e della permanenza nella UE).

Nella giornata di domani, Downing Street renderà pubblica una lettera con la quale il Governo britannico formalizzerà le sue richieste a Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo. Le richieste britanniche saranno alla base del summit del 17 dicembre, con gli altri 28 paesi membri dell’Unione.  Di fatto, domani prende il via la negoziazione tra Gran Bretagna e il resto dell’Unione per decidere il futuro della partecipazione britannica.

Quasi tutti gli analisti sono concordi sul fatto che in caso di Brexit il Regno Unito soffrirebbe sia economicamente che politicamente.  Ma Cameron non sembra avere alcuna paura di questo scenario.  “Il tema chiave”, ha detto il premier, “non è tanto se la Gran Bretagna può sopravvivere o meno fuori dall’Europa ma piuttosto se far parte dell’Europa aggiunge valore alla sicurezza economica della Gran Bretagna o ne sottrae”.  Poco senso sociale e tanto pragmatismo.

In discussione, vi è soprattutto il tema dell’accoglienza dei migranti e della gestione dei flussi migratori interni, con Cameron determinato a chiedere limitazioni a porre barriere per i cittadini di altri paesi europei.  Una posizione inaccettabile in base ai trattati attuali, che come è noto consentono libero movimento all’interno dell’Unione. Accettare, anche in parte, le richieste di Londra richiederebbe modifiche sostanziali ai trattati dell’Unione e un profondo ripensamento dei principi alla base dell’Unione Europea.

Londra, 9/11/2015

foto: Flickr