Brexit, bocciate tutte le alternative al piano della May

Il Primo ministro si appresta a ripresentare il suo piano per la quarta volta

Brexit, bocciate tutte le alternative al piano della May

 

Dopo aver bocciato per tre volte consecutive il piano dell May, lo stesso Parlamento non è riuscito ad approvare delle proposte alternative.

L’epilogo è avvenuto ieri sera quando i rappresentanti a Westminster si sono espressi sulle mozioni presentate da altrettanti colleghi.

La prima mirava a lasciare il Regno Unito nell’unione doganale (bocciata con appena 3 voti di scarto, 276 contro 273); la seconda proponeva di uscire dal mercato unico (bocciata con 21 voti di scarto, 282 contro 261); la terza riguardava un secondo referendum (292 no, contro 280 si) e infine è stato proposto anche di revocare l’artico 50 annullando quindi la Brexit (battuta con un grande margine, 292 contro 191).

Si torna quindi al punto di partenza con due sole alternative in vista dell’uscita ora fissata al 12 aprile: l’accordo stipulato nei mesi scorsi tra Londra e Bruxelles, oppure il “no deal”.

In questi istanti il primo ministro Theresa May è impegnata in una riunione fiume con gli altri colleghi del consiglio dei Ministri per tornare in Parlamento per la quarta volta, molto probabilmente in questi giorni, con l’obiettivo di farsi approvare il suo piano.

Altrimenti, come anticipato, rimane l’uscita senza accordo, anche se l’Unione Europea si espressa in merito nei giorni scorsi.

Infatti il “no deal” potrebbe causare delle gravi conseguenze di ordine economico all’UK e, anche per tutelare gli oltre tremilioni seicentomila cittadini europei che vivono qui, Bruxelles si è detta disponibile ad acconsentire ancora una volta a uno slittamento ancora più lungo della Brexit (si parla anche fino al termine del 2020), ma solo se verranno proposte delle nuove elezioni generali (dato che l’attuale Governo sembra non godere della simpatia della maggioranza dei parlamentari) oppure ridare voce al popolo attraverso un secondo referendum.

Tutte decisioni che la May deve valutare e prendere nel corso dei prossimi giorni, dato che il tempo a disposizione è ormai giunto alla fine.


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