Brexit, a terra i primi voli. Blue Air stoppa Roma e Torino

La compagnia sta informando via email i passeggeri. Collegamenti interrotti già dai primi di marzo

Brexit, a terra i primi voli. Blue Air stoppa Roma e Torino

 

La Brexit passa dalle prime pagine dei giornali alle caselle email. Le stesse tramite cui le compagnie aeree comunicano con i viaggiatori. Ha cominciato la low cost romena Blue Air, con una comunicazione inviata ieri. Alcuni voli in partenza dal Regno Unito e previsti a partire dal mese di marzo – ha spiegato il vettore –  non saranno effettuati. Tra le tratte coinvolte, secondo quanto riportato dal Times, ci sarebbero le tratte da Liverpool a Roma e da London Luton a Torino. Furiosi i passeggeri.

Per i vertici dell’aeroporto di Liverpool permarrebbe incertezza riguardo ai voli che ricadono sotto l’ombrello della “seventh freedom”. Si tratta di  una delle cosiddette “libertà dell’aria”, quella che garantisce i voli tra paesi terzi rispetto al paese della compagnia aerea. I collegamenti tra Regno Unito e Romania dovrebbero, invece, restare regolari. Ma c’è chi preferisce non fidarsi.

“L’impatto della Brexit sul trasporto aereo britannico è innegabile – spiega Francesco Ragni,  direttore del corso di laurea in Airline and Airport Management della Buckinghamshire University. – Ha creato incertezza sull’operatività e portato a un calo della domanda legato alla svalutazione della sterlina. Ne stanno risentendo sia le low-cost britanniche che quelle europee come BlueAir, che avevano stabilito una base in UK e avviato voli verso altri paesi”.

Alcune compagnie non  ce l’hanno fatta a sopravviere. “Nel 2018 è fallita Monarch, quest’anno Flybe è in cattive acque e per non fallire sta quasi supplicando gli azionisti di accettare un’offerta che la valuta un penny ad azione”.

Ma c’è anche chi ha saputo tutelarsi giocando d’anticipo. Ryanair, irlandese e quindi in grado di operare sotto le regole UE, ha ottenuto una licenza britannica che dovrebbe tutelarla per i voli da e verso il Regno Unito. Nonostante questo, il vettore ha chiesto garanzie a Bruxelles.

Non è stata l’unica. Si è mossa bene anche la britannica Easyjet – continua Ragni – creando in anticipo una nuova compagnia in Austria dove sta assumendo tutti i nuovi piloti e spostando un buon numero di aeromobili. In questo modo potrà continuare a usufruire dei benefici legati all’appartenenza all’UE”. Una mossa che ricalca quella di tante aziende UK che hanno preso decisioni drastiche senza aspettare i tempi della politica.

@apiemontese

Photo: courtesy of @aviationphotobgy (instagram)


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