Aumento del costo della vita e salari in lieve discesa. Allarme inflazione in UK

Inflazione record nel paese al 10,1% con una crescita prevista anche per i prossimi mesi

Aumento del costo della vita e salari in lieve discesa. Allarme inflazione in UK

 

Da una parte l’inflazione che galoppa, dall’altra il valore dei salari che perde terreno. E’ questa la drammatica situazione che sta vivendo il Regno Unito secondo gli ultimi dati rilasciati dagli organismi ufficiali britannici che confermato che il paese sta attraverso un momento molto difficile dal punto di vista economico, che rispecchia comunque cosa sta accandeo a livello internazionale, con particolare riferimento all’Europa.

L’indice dei prezzi al consumo è infatti aumentato del 10,1% negli ultimi dodici mesi (l’ultima rilevazione riguarda luglio 2022), rispetto al 9,4% di giugno. Ad aver influenzato la crescita dell0 0,6% sono stati soprattutto gli aumenti dei prezzi dei generi alimentari che hanno contribuito maggiormente alla variazione dei tassi d’inflazione, secondo il reporto elaborato dall’ufficio nazionale di statistica, l’ONS.

Ma non solo, sempre secondo quanto pubblicato, altri maggiori contributi al rialzo del tasso d’inflazione annuale provengono dall’abitazione e dai servizi per la casa (principalmente da elettricità, gas e altri combustibili, e dalle spese per l’abitazione dei proprietari), dai trasporti (carburanti per autotrazione), e dai prodotti alimentari e dalle bevande analcoliche come anticipato.

La vita non è perà diventata solo molto più costosa, perché anche i salari medi non stanno contribuendo a poter affrontare con più serenità i mesi che si apprestano ad arrivare. Sempre secondo l’ONS i salari britannici sono scesi del 3% in termini reali dall’inizio dell’anno e fino all’ultima rilevazione effettuata, quella di giugno 2022.

I guadagni reali, esclusi i bonus “sono scesi al ritmo più veloce da quando sono iniziate le statistiche comparabili nel 2001” ha dichiarato Darren Morgan, direttore delle statistiche economiche dell’ONS che aggiunge “Secondo anche la Banca d’Inghilterra i lavoratori britannici stanno subendo un crollo record delle retribuzioni a fronte di un’inflazione in aumento“.

Un rallentamento che va totalmente in controtendenza con quanto gli analisti avevano pronosticato solo un anno fa, alla ripresa post pandemica, quando si parlava di un aumento dei salari del 4,5%. Proprio il direttore Morgan in merito ha sottolineato che ci sono comunque degli aspetti positivi, ma è il quadro generale che preoccupa molto.

Infatti, il numero di persone occupate è cresciuto nel secondo trimestre del 2022, mentre i tassi di disoccupazione e di persone che non lavorano né cercano lavoro sono rimasti invariati. Allo stesso tempo, il numero totale di ore lavorate ogni settimana sembra essersi stabilizzato leggermente al di sotto dei livelli pre-pandemia. Ma, a conti fatti, la vita di tutti i giorni costa di più e il valore delle ore lavorate o è rimasto stabile o addirittura è sceso.

Qui il sito ufficiale dell’ONS dove è possibile trovare il report completo.