Attrazioni turistiche in UK: non c’è solo Londra

Fino a un anno fa le dieci mete più gettonate del paese erano nella capitale. Ora nella top ten entrano il Chester Zoo nel Cheshire e il RHS Garden Wisley nel Surrey

Attrazioni turistiche in UK: non c’è solo Londra

 

Londra non è più la regina delle mete turistiche del Regno Unito. A segnalarlo sono le statistiche dell’ALVA, la Association of Leading Visitor Attractions che riunisce circa trecento tra le principali destinazioni turistiche britanniche e che ha diffuso i dati e le prospettive per il futuro.

Fino allo scorso anno le prime dieci mete dei turisti erano nella capitale, ma nel 2020 questo primato è stato cancellato. La Tate Modern è rimasta in vetta alla classifica, con 1.431.704 visite (il 77 per cento in meno dell’anno precedente), seguita dal Natural History Museum di South Kensington, che è arrivato al secondo posto scalando due posizioni, grazie a 1.296.763 presenze (comunque meno 76 per cento sul 2019).

Al terzo posto si è piazzato il British Museum, con 1.275.466 ingressi conteggiati (meno 80 per cento) e al quarto si sono classificati i Kew Gardens, che hanno risalito ben sette posizioni con 1.226.289 visitatori e un calo di presenze pari solo al 36 per cento. La National Gallery è arrivata al quinto posto, con 1.197.143 presenze, l’80 per cento in meno del solito.

A seguire nella classifica si registrano i due ingressi da fuori Londra, che confermano come lo scorso anno a “tenere” siano state soprattutto le attrazioni all’aperto, che consentivano di ossequiare le regole di distanziamento e di sicurezza. Come il Chester Zoo, nel Cheshire, che è asceso fino alla sesta posizione (1.182.652 visite) oppure il RHS Garden Wisley del Surrey (nella foto in alto), che ha risalito 21 posizioni e si è sistemato al settimo posto con 993.516 visitatori.

A chiudere l’elenco delle dieci destinazioni più gettonate sono stati il V&A Museum di South Kensington all’ottavo posto, con 872.240 ingressi pari al 78 per cento in meno; lo Science Museum con 862.085 presenze (meno 74%) e la Somerset House, con 724.310 ingressi che significano un calo del 75 per cento.

A perdere lo spazio consolidato nella top ten delle destinazioni preferite sono state Southbank, scesa dalla quinta alla undicesima posizione e la Tower of London, passata dalla ottava alla 19esima. Anche se forse tra le destinazioni londinesi, la più “danneggiata” dal Covid e dalle restrizioni che ha imposto, è stato il Royal Museum di Greenwich, che ha visto un declino del 96 per cento nelle visite, fermandosi a 111.263 ingressi e precipitando dal nono al 130esimo posto in classifica.

In generale, comunque, si è trattato di un anno devastante. Il 2020 era cominciato bene, grazie anche all’aumento dei visitatori provenienti da paesi lontani, poi con il lockdown si è accusato un declino in media del 66 per cento nelle presenze.

In tutto nel 2020 sono stati 45,4 milioni i visitatori delle attrazioni associate ad ALVA, con un crollo del 70 per cento rispetto ai 151,3 milioni del 2019. Come ha sottolineato anche Bernard Donoghue, direttore dell’associazione, il turismo è la quinta industria del Paese per incassi, ma forse è stato anche una delle più danneggiate.

L’obiettivo è riaprire il prima possibile, in accordo con il piano anti Covid del Governo, proponendo novità e sorprese. Anche perché la voglia di muoversi è tanta e il sole degli ultimi giorni lo ha dimostrato.


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