Antiterrorismo: a Londra più polizia, più visibile

Nel giorno degli attentati a Bruxelles il livello di allerta a Londra rimane 'severo'. Un attacco è considerato da Scotland Yard 'altamente probabile'. Ma non c'è nessun allarme concreto

Antiterrorismo: a Londra più polizia, più visibile

 

Treni ed aerei verso Bruxelles sono sono stati sospesi e la polizia britannica assicura di essere in stretto collegamento con le autorità belghe. Nel “giorno nero” per l’Europa, Londra fronteggia paura e tensione per possibili attacchi terroristici e lo fa con più poliziotti per le strade e più controlli nei punti-chiave della città compresi aeroporti – specie gli scali di Heathrow e Gatwick – stazioni ferroviarie, porti. Ma nessun allarme, anche se un attacco è “highly likely”, cioè altamente probabile, dice oggi il numero uno dell’antiterrorismo britannico Mark Rowley in una nota ufficiale della polizia inglese. Il livello di allerta è “severo” dall’agosto del 2014, spiega il superpoliziotto che ricorda il numero 0800 789 321 per segnalare episodi sospetti e il numero di emergenza 999.

Mark Rowley
Mark Rowley

“L’aumento della presenza degli agenti è una precauzione – aggiunge –  e non è in relazione a specifiche notizie di intelligence”. Il riferimento è alle fonti anonime pubblicate dal Sunday Times che nei giorni scorsi hanno sollevato preoccupazioni su possibili attacchi simultanei, anche dieci nello stesso momento. Per questo motivo reparti speciali dell’esercito sono pronti fuori città e le forze dell’ordine britanniche si preparano a contrastare tutte le possibili armi, comprese quelle chimiche. “A Londra, in particolare – dice ancora Rowley – la Metropolitan Police Service ha mobilitato agenti supplementari che effettueranno pattugliamenti ben visibili in posizioni chiave in tutta la Capitale, compreso il sistema dei trasporti. Il numero degli agenti sarà aggiornato in modo regolare”.

Anche la British Transport Police, la polizia ferroviaria britannica, interviene oggi con una nota sui maggiori controlli di sicurezza in locations ben specifiche: “Mettiamo in campo risorse extra – dice l’assistente commissario capo Steve Thomas – in luoghi-chiave: questo non significa che abbiamo notizie di intelligence sulle stazioni nelle quali abbiamo schierato gli agenti, ma soltanto che siamo preparati ad ogni evenienza. Raccomandiamo di tenere i propri effetti personali con sé, sempre: in questi momenti in cui l’attenzione è più alta, un bagaglio smarrito può destare preoccupazione ed è una cosa che si può evitare facilmente. Affrontare coloro che provano a cambiare in peggio il nostro stile di vita non sarà mai facile – conclude Thomas, a capo di 2.972 poliziotti – ma possiamo gestire il rischio più facilmente se pubblico ed autorità lavorano insieme”.

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L’esercitazione dello scorso 29 febbraio (credits London Fire Brigade)

Tra i luoghi dove la sicurezza è rafforzata c’è lo Square Mile, nella City. Nei giorni scorsi City of London Corporation ha annunciato un investimento di 1.6 milioni di sterline per aumentare i controlli nell’area, dove vivono circa 9mila persone.

Londra è pronta a rispondere immediatamente ad un eventuale attacco? Qualche settimana fa, lo scorso 29 febbraio, i vigili del fuoco, la polizia, le ambulanze e tutti i servizi di soccorso si sono esercitati in una maxi-simulazione che, anche se non era dichiaratamente anti-terrorismo – comprendeva emergenze molto simili. Hanno fatto finta che un palazzo crollasse dentro una stazione della metropolitana, con 7 vagoni distrutti e ben mille vittime. Lo scenario, durato 4 giorni in un’ex fabbrica abbandonata, ha coinvolto anche squadre esterne di soccorso provenienti dall’Italia, dall’Ungheria e da Cipro. “Non si può fare un’esperienza uguale leggendola da un libro – commenta il capo dei pompieri londinesi Ron Dobson – ma dobbiamo far finta che questo scenario sia reale e che, nel caso si verifichi il peggio, la nostra reazione sia efficace e ben coordinata”.

Lo scorso gennaio la polizia Met ha fatto sapere di voler aumentare il numero di poliziotti armati: 600 uomini in più, così da arrivare a 2800 agenti in tutta la città. L’aggettivo “armati” è importante, perché il 92% degli agenti non ha armi d’ordinanza. Secondo uno studio della BBC, che si può leggere a questo link, su 130mila poliziotti presenti nel Regno Unito solo 6mila sono addestrati all’uso delle armi.

Francesca Marchese

@fmarchese_

Londra, 22/3/2016

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L’esercitazione dello scorso 29 febbraio (credits London Fire Brigade)