Accordo Italo-Inglese verso un’ Europa “a due velocità”?

Secondo il Telegraph, Italia e Regno Unito avrebbero delineato un accordo volto a formalizzare lo status dei paesi non appartenenti all’eurozona

Accordo Italo-Inglese verso un’ Europa “a due velocità”?

 

L’Italia sarebbe disposta a “schierarsi” con l’Inghilterra nelle sue richieste a Bruxelles per un’ Europa di cambiamenti.

La decisione sarebbe nata a seguito dell’incontro tra i ministri degli esteri inglese e italiano Philip Hammond e Paolo Gentiloni tenutosi al Foreign Office di Londra a inizio ottobre. Un documento compilato dagli stessi e circolante tra Londra e Roma riporterebbe infatti un piano tra i due paesi per una Europa “a due velocità”, che delinei e formalizzi la distinzione tra paesi dell’eurozona e quelli che invece restano fuori.  A pubblicare la notizia è stato il quotidiano britannico Telegraph lo scorso 19 ottobre.

Tale piano tra i due paesi o – come il quotidiano inglese giustamente lo definisce – la “collaborazione dietro le quinte” verso una ridefinizione di una Europa “ancora più unita” sembra possa avvantaggiare in modo particolare Cameron, su un piano sia politico che pratico.  Per la Gran Bretagna, significherebbe avere l’appoggio di una tra le sei nazioni fondatrici dell’Unione Europea – l’Italia appunto- al suo piano di riforme dell’Unione. Sul piano politico invece permetterebbe a Cameron di “rassicurare” i suoi elettori, in particolare quelli provenienti dalle sfere anti-europeiste favorevoli alla cosiddetta Brexit, sempre più convinte del fallimento di Cameron al tavolo dei negoziati a Bruxelles.

Una vera e propria novità dunque, visto e considerato che nessuno tra i sei stati fondatori dell’ eurozona sembra avere manifestato grossi sostegni finora verso la posizione del primo ministro britannico.

Con o senza il sostegno dell’Italia comunque, e nonostante il referendum per la Brexit in programma per il 2017, Cameron sembra essere determinato a restare in Unione Europea, a patto che questa accetti alcuni specifici cambiamenti: il premier britannico ha stilato quattro punti chiave che considera elementi essenziali affinchè il Regno Unito resti nell’Unione Europea; ed è proprio sulla base di questi che Cameron ha ribadito le sue posizioni al Northern Future Forum del 28 e 29 ottobre a Reykjavik, le stesse che metterà per iscritto nella lettera agli omologhi europei a Bruxelles a novembre.

Resta da chiedersi da quali fonti arrivi la notizia del piano congiunto Italia-UK: il Telegraph non ne cita alcuna, e non è ancora trapelata nessuna data di una possibile pubblicazione ufficiale. La domanda più grande è forse quale vantaggio trarrebbe invece l’Italia da tale accordo, visto e considerato che secondo alcuni analisti e lo stesso Telegraph un atto di aiuto pubblico di un paese-chiave dell’eurozona quale l’Italia offrirebbe a Cameron un vantaggio significativo nel portare avanti le sue richieste all’Unione Europea.

Londra, 2/11/2015

Mariaelena Agostini

@AgostiniMea

foto Philip Hammond, UK Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affairs e Paolo Gentiloni, Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana (Credit ‘The Council of the European Union)