“Abbiamo una sola priorità: vaccinare prima tutti i britannici”

Downing Street gela le richieste di altri paesi, tra i quali l'Irlanda, di poter ricevere surplus di vaccini per recuperare sulla campagna rimasta indietro nel resto dell'Europa

“Abbiamo una sola priorità: vaccinare prima tutti i britannici”

 

I nuovi numeri della pandemia offrono ottimi spunti di ripresa al Regno Unito e allo stesso tempo diventano fonte di speranza anche per i vicini paesi dell’Unione Europea.

Molti governi tra i membri dell’UE avevano sollevato la questione che se l’UK avesse a disposizione un surplus di vaccini, avrebbe dovuto metterli a disposizione di altri territori, a partire dalla vicina Irlanda.

Oggi pomeriggio è arrivata la risposta ufficiale da parte di un portavoce di Downing Street che ha confermato che il governo di Boris Johnson non intende condividere i suoi vaccini con altri paesi fino a quando non avrà completato la copertura dell’intera popolazione britannica adulta almeno con una dose.

La nostra prima priorità è proteggere la popolazione britannica, la campagna di vaccinazione prosegue verso questo obiettivo e al momento non abbiamo un surplus di vaccini“, ha detto oggi un portavoce di Downing Street.

La richiesta extra confini era giunta perché alcuni paesi, come per l’appunto l’Irlanda, sono rimasti indietro nella campagna vaccinale rispetto all’UK. C’è anche  l’Italia nella medesima situazione.

Comunque valuteremo come distribuire qualsiasi surplus al meglio quando questo sarà disponibile“, ha poi aggiunto il portavoce di Downing Street specificando che l’obiettivo attuale è arrivare a offrire una dose a tutti gli ultracinquantenni residenti sull’isola entro il 15 aprile e all’intera popolazione adulta over 18 entro il 31 luglio.

Il governo britannico, su richiesta di alcuni giornalisti, ha anche evitato di soffermarsi sugli impegni presi da Londra in sede internazionale per contribuire al Covax, il programma di distribuzione di vaccini ai paesi poveri del mondo promosso dall’Onu.

Mentre ha rilanciato l’appello alla “cooperazione internazionale” come elemento cruciale nella sfida vaccinale, confermando in particolare l’impegno a proseguire i negoziati con l’UE sul braccio di ferro relativo alle esportazioni di AstraZeneca destinate a territori extra europei rispetto a quelli all’interno, dove il vaccino viene prodotto. E anche in questo caso l’attenzione torna sull’Italia, dato che Anagni, in provincia di Frosine, ospita proprio una sede di produzione dell’AstraZeneca.

@AleAllocca


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