“A Londra c’è un pezzo del mio cuore. E’ lì che ho scritto Sotto il segno dei pesci”

Venditti per la prima volta in concerto a Londra 45 anni dopo aver registrato qui il suo celebre album. La nostra intervista

“A Londra c’è un pezzo del mio cuore. E’ lì che ho scritto Sotto il segno dei pesci”

 

Nonostante Antonello Venditti abbia letteralmente partorito uno dei suoi capolavori a Londra, qui non ha mai cantato in ben 45 anni di carriera, ma ora ci tiene a recuperare esibendosi per la prima volta in un concerto-evento in programma l’8 marzo all’Eventim Apollo di Hammersmith.

Il capolavoro è “Sotto il segno dei pesci”, il quale poi diede il titolo all’omonimo album uscito nel 1978. Venditti lo scrisse all’aeroporto di Heathrow mentre attendeva lo sbarco dall’Italia dell’allora sua ragazza poi moglie Simona Izzo.

Ero a Londra per registrare l’album e cercavo ispirazione proprio per il singolo. Sarà stata l’atmosfera dello scalo, le persone attorno a me, quei momenti di attesa e il fatto che stavo per abbracciare il mio storico amore, ed ecco che in un getto scrissi la canzone. Ancora oggi mi emoziono a pensarci…” ci racconta il cantautore romano raggiunto telefonicamente per questa esclusiva intervista rilasciata a LondraItalia.

Come mai hai scelto di far passare tutto questo tempo per il tuo ritorno in chiave artistica? Tantissimi tuoi colleghi nel frattempo hanno girato il mondo…
Hai ragione, non so perché e ancora oggi non me lo so spiegare. Ma ogni tanto ci penso “Perché non ho fatto prima una tournée europea o addirittura mondiale?” La risposta non c’è e credo che mai ci sarà.

Mettiamo allora che il ritorno a Londra è un segno del destino, un modo per ringraziare una città che forse ti ha dato tanto e anche ispirato?
Sì mettiamola in questo modo perché in effetti sono molto legato a questa città. Sia perché ho registrato qui un album che mi rappresenta tantissimo e che mi ha letteralmente lanciato, ma poi perché è una città che funziona tantissimo, prima come ora. Nel corso dei decenni ho sempre seguito con molta attenzione cosa avviene qui, ascoltando  Simple Minds,  U2 e più di recente i Coldplay. Mi hanno sempre affascinato i loro suoni, la loro costruzione e le atmosfere che generano. Sono convinto che dal punto di vista delle creazioni artistiche, intesa come completezza di lavoro, suono, ritmiche, arrangiamenti e via dicendo, i grandi gruppi inglesi abbiamo sempre fatto meglio dei loro colleghi americani.

Alcuni di questi grandi gruppi e artisti si sono esibiti sul medesimo palco che ti vedrà protagonista l’8 marzo, Queen, Frank Zappa, Dire Straits e Bruce Springsteen solo per citarne alcuni. Avverti una certa resposansabilità?
Più che di responsabilità parlerei di onore che voglio rispettare perché giungo a Londra con il concerto della mia vita, che non è il classico modo di dire. All’Apollo vengo infatti con una band per suonare i 45 anni di carriera, dove festeggeremo “Sotto il segno dei pesci” e il suo storico legame con Londra. Ripensandoci, ora ho capito perché ho aspettato così tanto a uscire dall’Italia: perché attendevo proprio il momento migliore e più completo della mia carriera artistica. Come ho detto prima, attendevo di portare in tournée il concerto della mia vita.

Giungerai anche in un momento storico particolare, con il Regno Unito che è uscito dall’Unione Europea…
Il Regno Unito e ancor più l’Inghilterra rimangono comunque patrimonio del mondo, come tutti quei paesi che hanno contributo alla storia e alla cultura globale. E poi a Londra ci sono tantissimi ragazzi e ragazze italiane, un altro patrimonio nel patrimonio. C’è anche un mio nipote di 20 anni che sta studiando lì da ormai due anni. Lo considero un piccolo genio e credo che rimarrà in Inghilterra per molto tempo. Da una parte mi fa piacere, dall’altra mi dispiace perché l’Italia si sta auto eliminando dai giochi del futuro. Regaliamo talenti agli altri. Comunque, parafrasando una mia canzone, Brexit o non Brexit noi arriveremo a Londra…

Dalla musica al calcio, tua altra grande passione, pensi che se la Roma fosse stata gestita come vengono gestiti i club di Premier League, avrebbe potuto ottenere di più negli ultimi campionati?
Chi può dirlo, aspettiamo la nuova proprietà visto che anche qui, da noi, è in atto un divorzio. Una sorta di uscita stile Brexit… la Pallotexit!

I biglietti per il concerto dell’Eventim Apollo a Hammersmith dell’8 marzo possono essere trovati a questo indirizzo internet ufficiale.


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