A Londra e in UK chiudono 25 ristoranti di Jamie Oliver, lo chef “pazzo” per l’Italia

Il fallimento dettato dalla sempre più crescente presenza di veri ristoranti italiani in tutto il Regno Unito

A Londra e in UK chiudono 25 ristoranti di Jamie Oliver, lo chef “pazzo” per l’Italia

 

Un fallimento quasi atteso, dopo l’annuncio nel mese di ottobre che le cose non stavano andando per nulla bene per il celebre chef televisivo inglese Jamie Oliver e la sua catena di ristoranti, gran parte con un imprinting italiano.

Già ad agosto dello scorso anno il giovane re mida dei fornelli (appena 43enneaveva messo di tasca sua 13 milioni di sterline (più altri 4 milioni ad inizio di quest’anno) per salvare il proprio business che aveva registrato già a quel tempo debiti per un ammontare di 80 milioni di sterline.

Ora l’ufficialità: chiudono 25 punti vendita nati sotto tre diverse insegne, Jamie’s Italian, Barbecoa e Fifteen, mettendo a rischio il posto di lavoro di mille impiegati tra personale addetto negli stessi ristoranti e negli uffici amministrativi.

Otto ristoranti sono solo a Londra e rappresentano il top di quell’impero fondato dallo stesso Oliver dopo essere diventato uno dei volti più amati del piccolo schermo, aver portato avanti una battaglia, vincendola, contro il Governo per eliminare snack commerciali e alto junk food nei menù delle scuole sostituendoli con frutta e verdura, e soprattutto dopo aver mosso i primi passi ispirato dal suo maestro e mentore Antonio Carluccio, uno degli italiani emigrati a Londra negli anni Sessanta che hanno avuto successo nel campo della ristorazione.

Sono sconvolto dal fatto che per i nostri ristoranti in Gran Bretagna si profili il fallimento. Ma voglio ringraziare tutte le persone che hanno messo impegno e cuore nella nostra attività per tutti questi anni”, ha scritto Oliver attraverso un tweet sul suo profilo personale.

 

 


Abbiamo lanciato Jamie’s Italian con l’intenzione di cambiare la ristorazione in Inghilterra – ha aggiunto – con ingredienti di qualità superiore, grazie a un team straordinario che ha condiviso la mia passione per l’ottimo cibo”.

Oliver ha sempre considerato la cucina italiana la migliore al mondo, tanto da esaltarla nella sua massima espressione in occasione dei suoi programmi televisi e nei numerosi libri scritti, riuscendo anche a presentare un menù nei suoi ristoranti che rispettasse davvero la tradizione del Bel Paese senza influenzarlo troppo solo per accontentare i palati internazionali.

Ma purtroppo non è bastato ad evitare il tracollo della sua catena, in gran parte dovuto al fatto che negli ultimi anni sono nati tantissimi piccoli ristoranti italiani in tutta Londra, così anche come nel resto dell’UK, dove la gestione è affidata a italiani, in cucina ci sono cuochi italiani, i prodotti giungono dall’Italia e soprattutto si respira davvero atmosfera italiana, con conti finali quasi paragonabili a quelli italiani.


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