9 italiani su 10 sognano di lavorare per un’azienda di Londra (anche da casa)

Le nuove possibilità offerte dal "working from home" diventano desideri per centinaia di migliaia di lavoratori sparsi per il mondo. Un rapporto analizza i nuovi scenari

9 italiani su 10 sognano di lavorare per un’azienda di Londra (anche da casa)

 

Lavorare per un’azienda straniera talvolta senza nemmeno lasciare il Bel Paese. E’ questo il sogno di 9 italiani su 10 secondo una recente indagine condotta dal Boston Consulting Group.

“Decoding Global Talent, Onsite and Virtual” è uno studio che ha coinvolto 209.000 persone in 190 paesi diversi. L’obiettivo è quello di evidenziare le tendenze del mondo lavorativo a livello globale in particolare rispetto ai flussi migratori dei lavoratori stessi.

Il rapporto di quest’anno ha fatto luce sugli effetti della pandemia nel settore. Pare infatti che, causa Covid e politiche immigratorie sempre più conservative, solo la metà degli intervistati sarebbe disposta a trasferirsi all’estero per lavorare. Ma il dato forse più sbalorditivo e decisamente in controtendenza è che in Italia sono invece il 90% i lavoratori interessati a lavorare in un altro paese e il 71% (rispetto al 57% di media a livello globale) quelli che lavorerebbero dall’Italia per una ditta straniera.

Durante la pandemia in molti si sono ritrovati a lavorare da casa. Ad oggi, la maggior parte dei connazionali ambisce a farlo per una compagnia estera, con stipendi più alti e probabilmente anche maggiori garanzie. “La mobilità virtuale ha sicuramente riscosso molto successo in un momento in cui le tradizionali modalità di lavoro sono state messe in discussione,” recita il rapporto. Ma lavorare dall’Italia per un’azienda straniera solleva anche parecchie criticità, prima tra tutte la questione dei contratti che dovranno rispettare le leggi sul lavoro di entrambi i paesi, quindi i salari, i fusi orari e l’integrazione culturale.

Mentre per quanto riguarda le destinazioni, il documento rivela che la maggior parte degli italiani sogna la Svizzera, quindi il Regno Unito e la Germania. Londra rimane invece la città più ambita a livello globale. Nonostante la Brexit pare infatti che la capitale britannica non abbia perso il suo appeal, forte della sua fama di hub finanziario e di terra dalle mille opportunità.

La capitale inglese è poi seguita da Amsterdam che pare stia emergendo come nuovo polo migratorio per eccellenza in Europa, e da Abu Dhabi – un chiaro segnale dei cambiamenti geopolitici in atto.

Per il lavoro da remoto, invece, gli intervistati guardano agli Stati Uniti, all’Australia e al Canada. Il Regno Unito si posiziona al quinto posto con il 17% delle persone coinvolte disposte a lavorare per una ditta britannica dal loro paese.


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