2022: che anno ci aspetta

L'editoriale del direttore di LondraItalia

2022: che anno ci aspetta

 

Mentre si spengono le luci opache del 2021, in molti sembrano guardare al nuovo anno con un misto di rassegnazione e di pessimismo.

Il Covid è sempre piú presente nelle nostre vite, e promette di restarci a lungo con il gioco delle varianti (quale sarà la prossima di cui preoccuparsi? Tau? Psi? Omega?). I vaccini funzionano ma non sono ancora una soluzione permanente, e non garantiscono necessariamente una vita piú semplice mentre la diatriba tra vaccinati e no-vax rimane irrisolta.

I governi fanno a gara a inventare soluzioni creative (cosa avremo dopo il “super green pass’?) e cambiare le norme cosí di frequente che è diventato impossibile pianificare qualunque spostamento senza passare giornate intere a studiare le regole della settimana, compilare form e prenotare test, ammesso di riuscire a trovarli. Quarantene, distanziamento sociale, tracking systems e chiusure varie assomigliano sempre piú a punizioni che a misure preventive.

Ma soprattutto, c’è una certa stanchezza legata al rendersi conto che non ci libereremo facilmente del virus. Il 2021, scrive il Guardian nel suo editoriale di fine anno, è stato un reality check per quelli che credevano ci fosse una risposta semplice per risolvere la crisi creata dal coronavirus. Per il quotidiano britannico, che non manca di addossare le maggiori colpe a Boris Johnson, il 2022 sarà un anno simile a quello appena trascorso.

Eppure ad uno sguardo piú attento, ci sono buone ragioni per essere ottimisti. Se il numero di contagiati rimane alto (189,000 ieri in UK), quello di decessi e ospedalizzati è basso, grazie soprattutto ai vaccini. Collettivamente, obtorto collo, abbiamo imparato a vivere in uno stato di perenne emergenza sanitaria e tutto sommato ce la siamo cavata bene. Nel 2021 non abbiamo visto le scene terribili dell’anno precedente. Il 2022 potrebbe essere ancora meglio.

Molto dipenderà dalla nostra abilità di adattamento a un terzo anno di pandemia, a partire dai nostri governanti, ai quali chiediamo di guidarci con competenza, senso di responsabilità e pacatezza, evitando decisioni che assomiglino a quelle prese dal presidente Orlean in “Don’t Look Up”. Il film è una finzione satirica seppure, come argutamente suggerito all’inizio, “basato su fatti realmente possibili”.  Si ride amaramente. Non credo vincerà alcun Oscar, ma speriamo diventi un riferimento di come non si deve affrontare una emergenza globale.

A tutti voi, i migliori auguri per un favoloso 2022.

 

Photo from the movie “Don’t Look Up”