Elezioni UK: Sturgeon e Farage infiammano il dibattito tv

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Hanno fatto quasi come gli italiani: erano tanti – ben sette, per la prima volta – ed hanno lasciato da parte il British aplomb sovrapponendosi spesso a vicenda, lanciandosi frecciatine, smentendosi gli uni con gli altri, abbandonando all’improvviso le coalizioni.

I leader politici della Gran Bretagna hanno dato spettacolo giovedì sera, quando sette milioni di spettatori inglesi li hanno guardati su ITV durante il secondo  dibattito elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 8 maggio. Ma non c’è stato un vincitore assoluto e nella politica inglese è ancora incertezza, a poche settimane dalle urne.

SONDAGGI INCERTI. I sondaggi immediati hanno premiato una donna, Nicola Sturgeon, a capo del partito nazionale scozzese SNP: suo il 28% delle preferenze tra i 1.117 spettatori YouGov. Al secondo posto, il leader dell’UKIP Nigel Farage (20%) e poi l’attuale Premier, il conservatore David Cameron (18%) ed il suo rivale laburista Ed Miliband (15%). Ma pure i sondaggi non hanno dato una risposta certa: secondo ICM, infatti, è stato Miliband ad avere la meglio; per ComeRes, invece, Miliband, Cameron e Farage hanno ricevuto il 21% dei consensi. Fuori dai giochi l’attuale vice Premier Libdem Nick Clegg, il capo dei Green Natalie Bennett e Leanne Wood alla guida del partito Plaid Cymru.

I PUNTI CHIAVE. All’indomani del dibattito, i temi più discussi sono quelli legati alla riforma del servizio sanitario pubblico NHS e dell’immigrazione in Inghilterra da parte di cittadini europei ed extraeuropei. In particolare, lo spunto è partito da Nigel Farage e dal suo intervento-choc in diretta sul “turismo sanitario” da parte dei malati di HIV. E’ stato subito ripreso da Leanne Wood che ha meritato il primo applauso da parte del pubblico.

Rispetto alla trasmissione precedente su Channel 4, stavolta gli spettatori non hanno potuto dire la propria: solo una ragazza, Victoria Prosser, ha interrotto lo show due volte per esprimere il proprio punto di vista (molto critico su tutti i presenti).

Si è parlato anche di economia e di interventi a favore delle nuove generazioni, le difficoltà dei giovani a trovare lavoro e casa: il “contratto a zero ore” divide l’opinione pubblica britannica. Tra le promesse elettorali, quella di 2 milioni di posti di lavoro promessi  dal premier Cameron, e l’affitto che man mano fa acquistare casa proposto da Nick Clegg.

 

Francesca Marchese

twitter: fmarchese_

Londra, 3/4/2015