£150 per un tampone, altrimenti l’Italia a Natale è solo un miraggio. La denuncia degli expat in UK

Una nostra giornalista ha documentato tutto il processo, che alla fine dei conti risulta essere più caro del volo di un aereo. Un business "giustificato" dal nuovo DPCM del Governo italiano

£150 per un tampone, altrimenti l’Italia a Natale è solo un miraggio. La denuncia degli expat in UK

 

E’ un tranquillo giovedi sera qui in UK quando sulla stampa italiana e sui social inizia a circolare la notizia della possibilità di una quarantena obbligatoria per gli italiani di rientro dall’estero.

La novità viene presto ufficializzata con la bozza del DPCM entrato in vigore il 4 dicembre, che richiede a chiunque rientri in Italia da uno dei 27 paesi UE a partire dal 10 dicembre di presentare il risultato negativo di un tampone molecolare o antigenico, eseguito nelle 48 antecedenti al rientro in Italia. Per chi non lo fa, è obbligatorio sottoporsi ad un autoisolamento fiduciario di 14 giorni.

Per chi rientrerà in Italia invece dal 21 dicembre, recita ancora il dpcm, scatterà automaticamente l’obbligo di quarantena.

Per i tanti italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito intenzionati a tornare a casa per Natale ed evitare la quarantena – me compresa – scatta quindi una vera e propria corsa al tampone.

Me ne rendo conto non appena vado online per cercare di prenotare un test anti-Covid. Non solo trovarne uno è tremendamente difficile, ma i prezzi sono anche esageratamente alti.

Nel mio caso poi, mi è stato dato ben poco tempo per organizzarmi: è il 4 dicembre, il mio volo è l’11 dicembre e dopo una breve ricerca online scopro molto presto che molti dei centri che eseguono tamponi molecolari e/o antigenici qui a Londra sono già pieni di prenotazioni per tutta la settimana.

Controllo anche l’opzione tampone rapido – con risultato garantito il giorno dopo – ma il costo è veramente proibitivo: £250.

Da Boots, catena di farmiacie qui in UK, il prezzo di un tampone è di 120 sterline. Ma anche qui, mi è impossibile prenotare un test che mi dia un risultato in tempo utile per viaggiare.

Con la mia coinquilina (anche lei con un volo di rientro a Milano in programma per oggi, venerdi 11 dicembre) decidiamo allora per un test fai-da-te. E’ uno degli assi nella manica del governo Johnson per aumentare esponenzialmente la capacità di test anti-Covid19 negli ultimi mesi: prenotabile online, il kit ti permette di fare il test a casa da soli, senza nessuna assistenza medica o sanitaria. Il prezzo, ancora un volta, è altissimo: 149 sterline.

Al momento della prenotazione, si puo’ scegliere se farsi spedire il kit al proprio indirizzo in pochi giorni, o andarlo a prendere al centro medico o farmacia piu’ vicina. Dati i miei tempi stretti, scelgo la seconda opzione.

Prenoto quindi il mio kit lunedi mattina e passo a ritirarlo il giorno stesso presso la farmacia indicata nella mail di conferma (distante circa mezz’ora di metro da casa). Qui, il personale mi informa che possono effettuare loro il tampone al posto mio, ma al costo aggiuntivo di 15 sterline.

Per non rischiare di invalidare il risultato effettuando il tampone io stessa, decido di affidarmi al personale della farmacia (anche se dopo aver sborsato 149 sterline per effettuare il test da sola, mi sarei forse aspettata un servizio gratuito).

Mi consigliano ovviamente di tornare in un giorno vicino al mio rientro in Italia. Prenotiamo quindi un appuntamento per mercoledì (ossia il 9 dicembre)  e ce ne torniamo a casa con il prezioso – e salatissimo – kit tra le mani. Una volta nel mio appartamento, ne esamino il contenuto: all’interno della scatola trovo tutto il necessario per il tampone, più un foglietto di istruzioni su come farmelo da sola.

Siccome ho deciso di farmelo eseguire da un farmacista, è sufficiente che io registri il mio tampone online al sito internet riportato nelle istruzioni e poi attenda il giorno del mio appuntamento. Mercoledì, tutto fila liscio. Lina, la farmacista di turno, mi accoglie in uno stanzino, mi fa igienizzare le mani e poi mi sottopone al tampone.

Risultato? “Tra 24 ore e massimo entro le 23 del giorno dopo“, mi rassicura “e se non arriva chiami questo numero“. Tempo del test: circa 10/15 minuti. Fatto! Lina mi sigilla la busta contenente la fiala con il mio tampone sotto gli occhi e rimette tutto nella scatola del kit con i miei dati, prima di salutarmi e augurarmi “safe journey”.

Io e la mia coinquilina ce ne torniamo quindi a casa, in attesa del risultato. In tarda serata, mentre sono alle prese con la valigia, ricevo un messaggio da una mia parente in Italia, che mi chiede cosa vorrei per Natale. E per un attimo penso che quest’anno potrei anche accontentarmi di un tampone negativo. Giunto proprio poche ore dalla mia partenza, alle 2 di notte.

@AgostiniMea


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