Waitrose dice addio agli imballaggi: una donna guida l’esperimento pilota

Il punto vendita ad Oxford invita i clienti a portarsi da casa i contenitori da riempire con frutta, verdura, vino e altri prodotti

Waitrose dice addio agli imballaggi: una donna guida l’esperimento pilota

 

Andare a fare la spesa senza produrre un impatto devastante sull’ambiente in termini di rifiuti e imballaggi. È la nuova scommessa di Waitrose, primo supermercato inglese a tentare la strada dei prodotti senza imballaggio.

Da qualche settimana è iniziato un programma pilota nel punto vendita di Oxford, che per tre mesi offrirà la possibilità ai clienti di portare da casa i loro contenitori e riempirli delle derrate che desiderano acquistare.

Si va dal vino alla birra, dal riso ai detergenti e ai prodotti per l’igiene. Ogni acquirente può avvicinarsi agli erogatori, riempire il proprio contenitore del quantitativo che desidera e poi pagare solo quello. Il prezzo dei prodotti, poi, si riduce in media del 15 per cento, per dimostrare che i benefici non sono solo per l’ambiente, ma anche per il consumatore evoluto, che si impegna per proteggerlo.

Oltre ai dispenser, nel supermercato Waitrose di Oxford esistono anche uno spazio per acquistare mescolandoli (pick and mix) diversi tipi di frutta surgelata e uno stand dove prendere in prestito scatole e scatolette, che vanno poi restituite al supermercato quando si torna per la spesa successiva.

In generale saranno a disposizione dei clienti “ecologici” 160 diversi tipi di frutta e verdura non confezionati, quattro tipi di vino, quattro di birra, trenta prodotti tra cui pasta, lenticchie, cereali, riso, semi, frutta secca.

Ad “insegnare” a Waitrose come avviare questa rivoluzione è stata Catherine Conway, che dal 2005 si impegna a combattere l’abuso di imballaggi nel mondo alimentare. Ha iniziato con un piccolo spazio di vendita nel centro di Londra, in cui proponeva al pubblico cereali, frutta secca, riso e altri prodotti simili senza imballaggio, da acquistare portandosi le scatole da casa.

Un successo che è andato aumentando, man mano che si diffondeva la consapevolezza dei danni che il genere umano sta causando all’ambiente. Adesso Catherine Conway ha creato un centro di consulenza per i commercianti, chiamato Unpackaged, che lavora con piccole e medie imprese.

Qualche mese fa ha aperto uno spazio vendita senza imballaggi inutili dentro Planet Organic e il successo è stato decretato da un aumento di clienti del 40 per cento. Così anche le grandi catene hanno cominciato a riflettere e Waitrose l’ha contattata, chiedendo consiglio su come cambiare il proprio stile e facendosi aiutare per il progetto pilota di Oxford.

Perché avevano la volontà di intervenire a favore dell’ambiente ma non l’esperienza per riuscirci da soli. Un primo passo, che potrebbe portare alla creazione di linee analoghe negli altri punti vendita, ma anche spingere le catene concorrenti a trovare soluzioni simili. E – come ha spiegato miss Conway al Guardian – due o tre grandi gruppi si sono già fatti avanti e potrebbero iniziare sperimentazioni nel giro di sei mesi o un anno.

Visto che non tutti hanno coscienza ecologica e la volontà di cambiare, però, il supermercato di Oxford ha mantenuto anche spazi con prodotti confezionati in modo tradizionale, dedicati a coloro che non si sentono pronti a questa mentalità innovativa.

Ma il progetto è di diffondere questo nuovo metodo, qualora il progetto pilota di Oxford si rivelasse vincente. Un passo avanti notevole, se si considera che le dieci più importante catene di supermercati inglesi buttano via ogni anno 810mila tonnellate di imballaggi. Che minacciano l’ambiente, i pesci e il mare.


Articolo realizzato con il supporto di Green Network Energy – la prima azienda italiana di energia nel Regno Unito

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Foto @Waitrose


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